A ISTANBUL INCERTO MA PER VINCERE SECONDO LA CREDENZA DELL’ITALIANA E PER RIPRISTINARE I FICHI, MA CREDI DAVVERO CHE UOMINI ORGOGLIOSI E SPORTIVI FANNO FURTO DUE FICHI?

La Fiorentina è a Istanbul per la seconda partita del girone di Convention League, i viola vanno in Turchia tra infortuni conclamati e piuttosto lunghi, toppe e toppe.


Per l’italiano lo è dunque ancora una volta formazione di emergenzanonostante il mercato non sia terminato nemmeno quindici giorni fa, è evidente che le scelte di allestimento della rosa non sono state particolarmente prudenti, anche perché ormai è chiaro che le preparazioni fisiche estive calibrate sulla nuova stagione in corso stanno avendo un effetto di sovraccarico sui fisici dei calciatori che falliscono in serie.


Il tecnico viola schiererà però un undici da vincere contro i turchi che sulla carta restano una squadra inferiore, anche se i turchi, vincendo nettamente con gli Scots of Hearts nella prima partita giocata, sono candidati a far saltare in aria la Fiorentina la favorita del girone e la loro L’allenatore Emre non si è nascosto ammettendo di “mirare a vincere il girone”.


Per l’italiano però i tre punti sono necessari per rimediare alla brutta figura con Riga al Franchi, seguita, se non bastasse, dalla sconfitta in campionato a Bologna, senza contare che la convinzione di giocare per vincere è un trave portante del pensiero calcistico dell’allenatore viola. , partendo dalla tesi con cui si è laureato a Coverciano primo allenatore, è difficile essere arrivato oggi in terra levantina per rinnegare definitivamente se stessi.


Con i lettoni e i bolognesi, i primi fischi della dirigenza italiana sono piovuti sul capo chino dei giocatori di giglio, e proprio quei fischi (e i fischi che non fischiano come quello di Orsato e degli arbitri al Var che ignorano il fallo su Quarta in occasione del raddoppio di Bologna), insomma su quei fischi si parlava, si discuteva e si discuteva, quasi fossero atti di tradimento, arrivati ​​subito dopo che Commisso aveva rimproverato tutto l’ambiente viola, giornalisti e tifosi, per una certa facilità di critica nei confronti della società e dei giocatori.


Eppure il fischietto riguarda lo sport come lo spettacolo in generale: lo spettatore va a vedere lo spettacolo, la partita di calcio, il concerto o la rappresentazione cinematografica e teatrale, per farlo paga e poi o applaude, se gli piace, oppure borbotta e fischia se non rimane. felice.


Tutto normale, civile.


Ciò che il presidente viola Commisso trova inaccettabili sono le centinaia, migliaia di espressioni meschine quando non apertamente offensive di cui i cosiddetti haters, haters, neologismo agghiacciante, riempiono soprattutto i social community, del resto anche Umberto Eco ha detto come web abbia dato il diritto di parlare agli imbecilli.


A Commisso e ai giocatori, viola e non, si potrebbe suggerire semplicemente di ignorare tutta quella spazzatura e semmai di perseguire legalmente coloro che superano il segno.


Ma il fischio allo stadio è civile, è nel gioco, e anzi supponendo che i giocatori, i loro dirigenti e persino il loro presidente siano uomini con il sangue che scorre generoso nelle vene, orgogliosi e orgogliosi del proprio lavoro, si crede davvero. che qualche meritato fischio dopo una pessima prestazione potrebbe far loro danno?


O non pensi che gli giova?


Spingerli a fare di meglio?


L’augurio è che da stasera la Fiorentina e il suo allenatore si mettano nelle condizioni di non meritarselo più, anche perché il successo nel girone europeo deve iniziare a costruirlo, dopo che il primo in casa è andato quasi a vuoto.


E in ogni caso, tornando ai fischi, dopo aver meritatamente raccolto in due occasioni, vedremo che effetto hanno avuto su di lui, mortificante o corroborante.

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