Bald Positivity, il movimento che cambierà la nostra vita

Il movimento di opinione nato sul net sotto il nome di physique positivity è diventato parte integrante del dibattito sociale e culturale contemporaneo. Per spiegare cos’è la positività del corpo dovremmo cercare di cambiare il nostro punto di osservazione verso l’altro e imparare a guardarlo non come diverso da noi ma come un unico individuo, unico nella sua particolarità. Le donne sono state le prime a fare da pioniere a questa affermazione di uguaglianza celebrando con orgoglio le forme del corpo formose in risposta alla discriminazione e al physique shaming. Ben presto il dibattito si è spostato dalle passerelle alla quotidianità, portandoci a considerare il concetto di bellezza senza limiti di etnia, taglia, genere o capacità fisica.

Tutto è iniziato con la positività del corpo

La strada del cambiamento è ancora tutta da scrivere perché anche tra gli uomini i pregiudizi sono una componente dominante in termini di canoni estetici. Il corpo maschile è ancora giudicato dall’altezza, dai capelli e dalla muscolatura. Cosa ci rende maschi? Una barba folta? Una stazza importante? E se queste caratteristiche vengono meno, cosa succede? Gli uomini – seppur tardivamente rispetto alle donne – si stanno progressivamente muovendo verso nuove conquiste legate alla diversità di taglie e forme più in generale, in risposta advert una precisa e tossica thought di mascolinità. Tutto è iniziato con l’apertura del trend system ai modelli plus dimension, seguiti a ruota dai social sui quali è possibile trovare profili impegnati su questo fronte come Males of Weight di Alessandro Carella.

La positività calva combatte lo stigma sociale della calvizie

Il percorso di accettazione di sé passa ora anche attraverso un’ulteriore sfaccettatura della physique positivity che va sotto il nome di bald positivity, dove “bald” in inglese sta per “bald”. Questa volta l’oggetto del contenzioso è proprio la caduta dei capelli, da non più essere considerata come motivo di sofferenza ma da accettare con positività d’animo. La calvizie, come sappiamo, è un argomento comune a molti, ma la risposta emotiva al processo di caduta dei capelli negli uomini non è dissimile dal dolore e attraversa stati d’animo caratterizzati da frustrazione, ansia, rabbia e persino depressione. Uno stigma a tutti gli effetti per la popolazione maschile che affonda le sue radici nei secoli. La calvizie è spesso associata all’invecchiamento e in una società ossessionata dalla giovinezza, invecchiare equivale a perdersi nell’attrattiva e nella bellezza. Va notato, tuttavia, che la calvizie non è una malattia, ma un processo fisiologico naturale, causato da una combinazione di geni e dalla risposta dell’organismo al testosterone che, secondo gli studi, colpisce il 58% degli uomini di età compresa tra 30 e 50 anni e 63. 2% degli uomini tra i 21 ei 61 anni.

La positività calva riguarda la toelettatura

Negli ultimi anni il mercato globale della toelettatura ha subito una rapida espansione: gli uomini spendono più tempo e denaro per prendersi cura di barba e capelli. Allo stesso modo, coloro che sono stati calvi hanno acquisito la consapevolezza che possono giocare con barba e baffi per piacersi di più, invece di aggrapparsi all’thought che i capelli alla positive ricresceranno o spendere soldi per trattamenti di bellezza superficiali miracolosi. . La forza di un uomo non sta nei capelli folti come Sansone, ma piuttosto nel “radersi” le sue insicurezze, che equivale a guadagnare salute mentale. Messaggio che molti volti noti hanno involontariamente portato avanti prima che i tempi fossero maturi per parlare di positività calva, e mi riferisco a Vin Diesel, Bruce Willis, John Malkovich, Stanley Tucci. Ma attenzione: il messaggio di accoglienza propugnato dalla positiva positività non deve diventare un nuovo customary, ma piuttosto un invito a vivere la vita con più libertà, meno pregiudizi e pressioni. Indipendentemente dal tuo “calvo”.

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