Bellezza inglese tra alberi giganti, boschetti di bambù e la limonaia – Corriere.it

Con la Hyundai Ioniq 5 elettrica in un parco privato che sembrava destinato a scomparire, ma è stato salvato dalla volontà di due donne, madre e figlia, che con dedizione e classe l’hanno riportata ai fasti del passato

Tutto è partito da un sogno, spiega la capitana d’industria Maria Luisa Cosso, con quell’imbarazzo piemontese che nasconde un’energia e una determinazione senza eguali, mentre passeggiava con la figlia Paola Eynard, tra gli alberi monumentali del parco di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo , all’ingresso della Val Chisone sullo sfondo dello Ioniq 5, il nuovo crossover full electrical.

I due protagonisti dopo tanti anni di ricerche decidono di recuperare il Castello di Miradolo con vista sul Monviso e i sei ettari di parco incorniciato dalle Alpi per farne un punto di riferimento culturale per il territorio. Il loro obiettivo period chiaro da tempo: promuovere la tutela della bellezza in diversi ambiti: natura, arte, musica, insegnamento/formazione e impegno sociale, dando vita alla Fondazione Cosso. Produrre bellezza nella bellezza è meglio. Così optano per quella magione, da tempo abbandonata. Siamo nella proprietà che apparteneva al conte Emanuele Cacherano di Bricherasio e alla sorella Sofia – spiega La Cosso -. Il mio pensiero va a Pinerolo Città della Cavalleria, al Capitano Federico Caprilli, caro amico di Emanuele, e alla fondazione della Fiat nel 1899, progetto visionario che il conte ha sostenuto fin dall’inizio, da grande cultore della modernità e dei motori. Allora la Cavalleria stava per cedere il passo all’car, oggi il motore elettrico in piena espansione: ancora una volta il progresso crea forti cambiamenti, richiede riflessioni e tanta innovazione. È stata una sorpresa aprire il cofano di Ioniq 5 e vedere come la tecnologia sta facendo passi da gigante. Poi quando ci sono salito mi sono quasi emozionato, l’ho trovato solido, moderno, molto comodo e intuitivo nei suoi comandi.

Dopo aver dedicato una vita a dedicarsi ai motori, negli ultimi anni la signora, insieme alla figlia, si è impegnata a rinnovare un patrimonio a lungo dimenticato attuando un importante progetto di restauro e valorizzazione del parco. Abbiamo riproposto il design inglese del giardino, secondo il gusto romantico, dove la natura è libera di esprimersi senza vincoli né geometrie, e abbiamo lanciato il progetto Invito al Parco per presentare la storia del luogo. Entrando nel giardino tra i 1.700 esemplari di alberi di molteplici dimensioni di 70 specie e varietà various, è facile commuoversi osservando la perfezione di fogliame, tronchi, foglie e cespugli, ritrovando la facciata gotica con frontone cuspidato attraverso gli scorci che aprirsi tra la vegetazione. Ventisei alberi hanno una circonferenza maggiore di 2 metri e molti superano i 30 metri di altezza, c’è il boschetto di bambù giganti sempreverdi, antiche varietà di camelie e ortensie, l’orto, il Ginko Biloba e la limonaia. Un sogno realizzato da quella ragazzina che all’improvviso nel fiore degli anni si trova di fronte a una scelta difficilissima: prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia o lasciare che il suo cognome non sia più legato advert un’attività apprezzata. dal 1936. Gli interessi di Maria Luisa in quel momento erano il pianoforte, lo studio, l’equitazione e la beneficenza, improvvisamente per una disgrazia si ritrovò a capo di un’azienda con 90 dipendenti operante nel settore delle guarnizioni per auto dove fino a quel momento mi non period mai entrato, cube Cosso. è bastato uno scambio di parole in piemontese per far emergere quelle capacità già presenti nel dna di suo padre e di suo fratello. Il primo giorno in ufficio, tra sconforto e smarrimento, il capo operatore si presenta dicendomi in piemontese: “Venu a nm d tuti j’operai pr ciameje ‘d intr’ nt l’asienda al pst ds pare e ‘ ds frel” (vengo a nome di tutti i lavoratori per chiederti di entrare in azienda al posto di tuo padre e tuo fratello). E io: “Ma tu sai benissimo che non conosco il lavoro”. “Certo savoma, ma se chila a si fidava ‘n us iv mostoma tut”. (Certo, lo sappiamo, ma se si fida di noi le insegneremo tutto di lei.) E così in breve tempo allarga l’azienda fino a mille dipendenti, e quando, anche adesso, nonostante i suoi 82 anni ormai consumati , ricorda i raschiatori a valvole realizzati su misura per numerose case automobilistiche europee con materiali ricercatissimi e lavorazioni di alto livello, gli occhi.

24 giugno 2022 (modifica 24 giugno 2022 | 10:53)

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