Brucellosi nei bambini – Nostrofiglio.it

Tra le malattie che l’uomo può contrarre dal contatto con gli animali, la brucellosi è tra i più diffusi anche perché, come nel caso dei bambini, il batterio responsabile delle infezioni può entrare nell’organismo attraverso l’alimentazione e l’assunzione di alimenti non adeguatamente curati.

Una è la brucellosi, nota anche come febbre maltese malattia infettiva di origine animale ma che purtroppo è trasmissibile all’uomo. Questa malattia è causata da batteri Brucellaun genere appartenente al gruppo dei cosiddetti Gram negativi, che innescano l’infezione dopo a periodo e incubazione che vanno da cinque giorni a due settimane.

Come si ottiene la brucellosi?

La brucellosi è molto più comune tra le persone con cui hanno a che fare bestiame e animali da esterno (bovini, ovini, suini, cavalli, ecc.), quindi riguarda spesso macellai, allevatori, cacciatori e veterinari. La brucellosi bovina e ovina sono le varianti più comuni.

In base alle numerous specie (e biotipo) di bacillo, l’uomo può entrare in contatto con esso attraverso:

  • Contatto diretto con secrezioni ed escrezioni di animali infetti.
  • Inalazione di aerosol di materiale infetto.
  • Ingestione di carne poco cotta o latticini non pastorizzato e contenente il batterio.

Quest’ultimo punto spiega perché la brucellosi può esserlo contratta anche da bambini o persone che non sono venute a contatto con animali infetti: infatti, consumando cibi provenienti da animali infetti (carne, latte, formaggio, ecc.) e non adeguatamente trattati dopo i processi di cottura o pastorizzazione, il batterio può essere in agguato.

I sintomi della brucellosi sono abbastanza generali, il che rende più difficile l’individuazione rapida, soprattutto se il paziente non ha avuto contatti recenti con animali. I segni più evidenti della malattia sono infatti febbre intermittente (a volte anche molto alto), dolori articolari, malessere, male alla testa, perdita di peso E stipsi.

Spesso chi contrae la brucellosi mostra anche a ingrossamento dei linfonodi, fegato e milza; nei bambini, poi, è comune uno decisivo rifiuto del cibo ed episodi di diarrea.

Non si tratta di una malattia considerata particolarmente pericolosa – la mortalità è attestata nel 5% dei casi, sempre legata a complicanze cardiache o del sistema nervoso – tuttavia è bene intervenire per tempo con una terapia mirata.

Il trattamento commonplace della brucellosi prevede l’uso di antibiotici specifico, ovviamente prescritto dal pediatra o dal medico curante. Per il bambini sotto gli otto anni la terapia comprende la somministrazione combinata di trimetoprim, sulfametossazolo e rifampicina per un periodo di circa sei settimane. Per bambini bambini più grandiil trattamento prevede invece la doxiciclina (sempre con l’aggiunta di rifampicina) per sei settimane.

In casi particolari o più gravi la terapia può essere prolungata. La brucellosi ha un tasso considerevole di ricadutapertanto alcuni trattamenti dovranno essere ripetuti nel corso della vita.

FONTI: Ministero della Salute; Ospedale Gesù Bambino

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