Cani adottati durante il Covid e poi restituiti: sono più di centomila. Siamo un paese incivile

Un problema nuovo, che forse passa in secondo piano, visto che se ne occupa benessere degli animali.

Il Covid lascia un’altra scia. Durante il lockdown abbiamo assistito advert un aumento esponenziale di adozioni di cani, perché permettevano di uscire di casa, con la scusa di una passeggiata necessaria e indispensabile per l’animale. Ne abbiamo visti tanti da quando in quel periodo, come volontari, abbiamo svolto un servizio di assistenza alle persone colpite dal virus. E ora emerge il peggio dell’umanità, che barbaramente e cinicamente aveva sfruttato la possibilità di adottare un cane per dargli una vita migliore; sì, ma solo per opportunismo personale. E capita, molto frequentemente, di ricevere telefonate da persone che ti dicono: “Scusa, non ce la faccio più a tenerlo in mano, perché è sporco”, oppure “abbaia troppo e non ce la faccio”, oppure ” Non pensavo fosse così impegnativo”!

Ebbene, dopo il free-all, molti vogliono sbarazzarsi del cane che avevano adottato, tanto che la questione ha assunto dimensioni molto significative. Ed è davvero una domanda disgustoso, indegno di un popolo che si vuole definire civile; usare l’adozione per avere quel pizzico di libertà in più durante la pandemia e poi smaltire il cane adottato come se fosse un peluche è una cosa reale riprovevole. E non sono esenti da responsabilità: tante le associazioni che si sono prodigate per dare facili adozioni al diritto e mancano, senza valutare a fondo le condizioni dell’adottante, le reali intenzioni di lui.

Adottare un animale in generale, ma un cane in particolare, richiede solo una cosa essenziale: volta dedicarsi alle sue remedy; tempo per stare con lui, per giocare, per portarlo a fare una passeggiata, per vivere con lui come se fosse un vero membro della famiglia. Chiunque abbia un cane e ce l’abbia per vera scelta capisce di cosa sta parlando. Ma troppe sono state le adozioni fatte con estrema disattenzione, proprio per “aggiustare” i quadrupedi e scaricalo a qualcuno; Ne ho visti anche troppi personalmente, in seguito all’assistenza Covid alle famiglie colpite dal virus, che avevano un cane in casa.

E un dubbio mi ronza in mente, solo un dubbio è chiarissimo: ci sarà mai o c’è stato un mercato dietro questo metodo facile che ha portato alla situazione attuale? Sì, è un dubbio, intendiamoci, ma lasciatemi dire che il sospetto nasce davvero, visto che il problema poi si presenta in termini numerici davvero impattanti.

E dove sono quelle associazioni che hanno lavorato così facilmente per dare in adozione questi cani adesso? Perché chi vuole “sbarazzarsi del peluche” si rivolge advert altre associazioni, magari internazionali e più observe, per risolvere il problema? Perché è bene sapere che questi ultimi ricevono davvero numerose richieste di aiuto per portare through il cane che è diventato improvvisamente un peso, perché gli altri potrebbero anche non rispondere! E il timore più grande è che, visto che sono iniziate le vacanze estive, aumentino anche i prezzi abbandonoun’altra croce del nostro popolo civile, amico degli animali.

Secondo me sarebbe opportuno definire pesanti sanzioni per chi vuole sbarazzarsi di animali adottati superficialmente, solo per soddisfare esigenze temporanee che nulla hanno a che vedere con l’amore per il benessere animale. Ma, si sa, gli animali non votano, quindi per l’ennesima volta assisteremo advert un’operazione indecente di Riempimento di abbandono di canili o vigliacchi.

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” diceva un certo Mahatma Gandhi. E qui siamo davvero in un paese incivile se permettiamo tutto questo senza alcun controllo!

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