Consumo di acqua: è l’impronta idrica di 1 kg di carne

Oggi consumiamo molta più acqua mangiando che bevendo e questo è evidente guardando ilimpronta idrica del la carne. Allevare animali, e poi trasformarli in bistecche o hamburger richiede, infatti, enormi quantità di questa preziosa risorsa che non può essere considerata. sostenibile. Il bilancio relativo a prodotti di origine animale non è più lusinghiero e sono loro a ricoprire il ruolo di esempio virtuoso diete vegetariane e vegano.

L’impronta idrica della carne

La carne è ancora oggi un alimento centrale nei paesi advert alto reddito. Produrlo, però, significa consumare grandi quantità di acqua di cui, ormai, il pianeta è sempre di più carente. Questa risorsa è impiegata in ogni fase del processo. Miliardi di litri di esso vengono utilizzati per la produzione di alimentazione. Altri sono, poi, abituati a tenersi vita animali, dissetandosi o pulendo stalle o pollai. Là macellare infine, non è assolutamente privo di acqua. Considerare l’impronta ecologica della carne che mangiamo significa tener conto di tutto questo fattori. È importante sottolineare che la filiera è sostenuta, seppur in modo ingiusto, dall’acqua verde blu E grigio. I primi vengono raccolti durante piovequesti ultimi derivano da bacini acqua, mentre questi ultimi sono ottenuti attraverso processi di purificazione.

I numeri

Purtroppo i dati relativi all’impronta idrica della carne parlano da soli. Per produrre 1 kg di bistecca di manzo sono, infatti, necessari pure 15.400 litri d’acqua. Di questo il 94% in media si ottiene da acque verdi, il 4% da acque blu e solo il 2% da quelle grigie. Altre carni sono senza dubbio più sostenibili dal punto di vista idrico. 1 kg di maiale richiede l’utilizzo di 6.000 litri di acqua per il pecora il valore ammonta a ten.400 l, mentre per il pollo il consumo è di 4.300 l. Anche i derivati ​​animali sono particolarmente costosi. Per 1 kg di Burro Servono 5.553 litri di acqua, mentre per i comuni uovo ne servono 2.562.

Diete vegetariane e vegane

Osservare l’impronta idrica della carne mostra come il passaggio ai prodotti vegetali possa fare la differenza per il futuro del pianeta. Portare 1 kg di la verdura infatti sono necessari in media 300 litri di acqua. Il confronto appare anche ingiusto dal punto di vista dell’artwork valori nutrizionali. L’impronta idrica per caloria di carne è, infatti, pari a 20 volte quella attribuibile a patate e cereali. Per quanto riguarda la carne bovina, poi, il consumo di acqua per grammo di carne proteine equivale a 6 volte quello di legumi. uova di gallina e latte vaccino superare quest’ultimo di 1,5 volte. Guardando il Grasso la relazione non appare meno drastica. L’unica eccezione è, infatti, rappresentata dal burro. Il pescecon un’impronta idrica di 2.314 l / kg, si colloca nel mezzo.

I dati sull’impronta idrica della carne e dei prodotti animali lo fanno riflettere. Questo periodo di Siccità ci sta ricordando drammaticamente che le riserve idriche del pianeta non sono illimitate e che preservarle è una cosa sola dovere di ogni. Forse la prossima volta che ci troviamo nel piatto una succulenta bistecca alla gola secca potrebbe sostituire l’annaffiatura.

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