Cosa rischia chi vede un animale maltrattato e non interviene?

Esiste l’obbligo per il privato di denunciare maltrattamenti o abusi su cani, gatti o altri animali?

Ce lo chiede uno dei nostri lettori cosa rischia chi vede un animale maltrattato e non interviene?

Cominciamo subito col dire che il reato di “maltrattamento di animali” è relativamente recente. Ci sono voluti anni di consapevolezza per convincere la Corte Suprema a scrivere che “gli animali sono esseri senzienti”, cioè provano emozioni, gioia e dolore, e quindi vanno protetti. Tanto che ora abbiamo integrato anche la nostra Costituzione prevedendo, all’articolo 9, una tutela esplicita a favore degli animali. Period tempo!

Ciò premesso, il codice penale stabilisce, su chi, per crudeltà o non necessariotrigger a ferita advert un animale o invialo a tortura o condotta o fatica o lavoro insopportabile per le sue caratteristiche naturali, reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. Questo è precisamente il reato di maltrattamento di animali.

È un crimine perseguibile d’ufficio. Ciò significa che non ce n’è bisogno rimostranza da un privato affinché le autorità agiscano per punire il colpevole. D’altronde non potrebbe essere altrimenti: l’animale, pur essendo vittima del reato, non è in grado di tutelarsi e di agire in giudizio contro chi lo maltratta!

Detto questo, tuttavia, il nostro ordinamento non prevede un obbligo di intervenire per chiunque veda un animale maltrattato: la testimonianza di una tortura non è richiesta né per impedire che story comportamento venga posto in essere (agire per difendere l’animale), né per sporgere denuncia.

A ben guardare, sono pochissimi i casi in cui la nostra legge lo richiede ai privati denunciare i crimini di cui è stato informato. In generale, quindi, non vi è alcun obbligo generale per i cittadini denunciare i reati. E questo vale quindi anche per quello degli abusi sugli animali. In ogni caso, trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio, la denuncia alla polizia da parte di un testimone oculare, sebbene possa fungere da prova in fase istruttoria, non è condizione per agire nei confronti del colpevole.

Chi, però, teme ritorsioni da parte dei colpevoli e per questo non intende intervenire, potrebbe farlo anche segnalazione anonima ma dettagliato, al Polizia Stradaleal carabinieriaAsl o a guardie zoofile. Non ci sono scadenze in cui agire.

Il nostro ordinamento, in verità, non prevede la possibilità di denunce o denunce anonime, il che significa che questi non verranno registrati presso la Procura. Ma resta il fatto che la denuncia potrebbe “incuriosire” i responsabili, in particolare le associazioni e le guardie zoofile che hanno a cuore la questione e quindi avviare indagini che potrebbero poi portare alla punizione del colpevole.

Infine, è bene ricordare che, secondo la giurisprudenza, il reato di maltrattamento degli animali quando crea sofferenza nell’animale, indipendentemente dalla presenza di lesioni visibili o di violenza fisica particolarmente cruda. Basterebbe advert esempio una situazione di malnutrizione, oppure il fatto di lasciare un animale chiuso in macchina al sole o ancora l’uso del doping per gli animali che vengono utilizzati per le competizioni.


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