Festa dello sport: il calcio italiano in crisi? La sfida è vinta tutti insieme

A Trento gli Stati Generali con Cairo, Gravina, Casini, Carione. Azzi e Duilio: dalla riforma dei campionati agli asili nido, dai centri federali ai diritti television

Valerio Piccioni

Risorse, giovani, mentalità. E ancora diritti television, riforma della lega, centri federali. È attorno a queste parole che il calcio italiano cerca il suo filo d’Arianna per uscire da una crisi trasversale, che danza tra la delusione della nazionale e l’organizzazione dei membership nelle gerarchie internazionali, advert eccezione della Romanist Convention League, di passaggio una certa “stanchezza del sistema”. Il che mette sotto scacco anche un gigantesco movimento di base, quel milione e più di iscritti che producono 30mila giochi ogni settimana, ma che la pandemia prima e le bollette costose poi stanno mettendo a dura prova. Serve insomma un confronto a tutto campo ed ecco che lo Sport Competition, con i suoi Stati Generali del calcio, nato da un’thought del presidente di RCS e di Torino Urbano Cairo, offre un palcoscenico qualificato per trovare soluzioni, anche a breve termine. Inevitabilmente alle prese con la frustrazione di dover stare solo alla finestra tra poco più di un mese, quando ai Mondiali in Qatar vedremo i vari Messi, Ronaldo, Neymar, Mbappè, Lukaku, ma non i nostri Donnarumma, Verratti o Jorginho, a piedi dagli sfortunati playoff di marzo.

Centri e asili nido

Allora, da dove ricominciare? Forse dalle carte d’identità dei nostri migliori giocatori. Tanto per cominciare, nella prima giornata di Serie A, il 67 per cento dei giocatori impiegati erano stranieri e, considerando gli 11 titolari, solo Monza e Fiorentina schieravano più italiani. Forse, però, il dato che più ci colpisce viene da una delle elaborazioni del Cies (Cies Soccer Observatory) in merito al cosiddetto punteggio di impatto. È un indice che fotografa l’incisività della presenza di un giocatore, in termini di tempo di gioco e di prestazione nei confronti di compagni e avversari, a livello di campionato e nazionali in cui milita. Guardare le classifiche internazionali dei nati dal 2000 in poi, stilate sulla base di un database dei 59 maggiori tornei nazionali del mondo, fa paura. C’è un solo giocatore che può essere selezionato in azzurro nella prime 100, Sandro Tonali del Milan, al 15° posto. Il secondo è il genovese Kelvin Yeboah, 143°. Poi i giovani, poi gli allenamenti, poi i centri federali territoriali, una realtà che finora è stata uno dei “vorrei ma non posso” del calcio italiano. Soprattutto in relazione alla tradizione francese e ai notevoli successi belgi.

Spese e ricavi

La Federcalcio ha già annunciato il rafforzamento dell’attuale rete di 49 poli, soprattutto al Sud, dove i centri sono pochissimi. Ma serve un percorso virtuoso che coinvolga anche i membership e rafforzi tutti i percorsi formativi dei giovani italiani. Le due corsie, l’asilo del membership e il centro federale, devono poter dialogare tra loro e l’obiettivo non è sempre facile da raggiungere. C’è da approfondire anche il ruolo di B e C, le politiche di incentivazione all’utilizzo dei giovani, il tutto intrecciato con una riforma dei campionati che in questo autunno dovrebbe raggiungere il suo “o va o si rompe”. Se la base è fragile, anche il vertice ha i suoi problemi, il che significa soprattutto risorse che mancano. L’ultimo ReportCalcio ha fornito una cifra che ci ha accompagnato nell’ultimo decennio, la perdita di un milione al giorno per il nostro movimento professionale. Come uscire? Sicuramente il problema è globale, basti pensare alle ultime parole di Javier Tebas, il grande allenatore della Liga, sulle spese folli (e deficit) dei membership di Premier che provocano una sorta di “doping” nel mercato. Ma l’Italia non corre da molto tempo in fatto di diritti television. Negli ultimi dieci anni, rispetto alla Premier, la nostra collezione, soprattutto all’estero, ci ha visto arrancare. Fino ai dati di oggi: la Premier distribuisce all’ultimo membership in termini di entrate (Norwich) ben 32 milioni in più (116,4 contro 84,2) rispetto alla nostra capolista (Inter). Il futuro dipende anche dalla capacità di intuire i nuovi veicoli tecnologici su cui gira la passione delle persone, oggi e tra 5-10 anni. Dai giovani della generazione highlights ai giochi su TikTok fino ai territori da scoprire nel metaverso della realtà virtuale o aumentata. Cambierà l’uso del calcio, anzi è già cambiato.

In scena

Oltre al Cairo, il dibattito a Trento vedrà coinvolti anche Gabriele Gravina, presidente FIGC, Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, Francesco Carione, direttore generale de La Gazzetta dello Sport, Stefano Azzi, amministratore delegato Italia Dazn Group, e Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia.

Accanto al Competition dello Sport anche per l’edizione 2022, importanti aziende e istituzioni hanno scelto di essere model accomplice della manifestazione contribuendo attivamente allo sviluppo del palinsesto. Accomplice principale: Audi. Accomplice Premium: Brembo, Gruppo Cassa Centrale e UnipolSai. Accomplice: Gardaland, La Sportiva, McFIT, Moto Guzzi, Havas SE e Pastificio Felicetti. Accomplice per la sostenibilità: Ecopneus. Accomplice Scientifico: Gruppo San Donato. Abbigliamento Ufficiale: Erreà Sport. Sneaker ufficiale: SUN68. Emittente ufficiale: Sky Sport. Radio Ufficiale: Rai Radio 1.

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