I lemuri cantanti sono a rischio di estinzione

ANIMALI È chiamato Progetto di conservazione di Maromizaha ed è il progetto di conservazione dei lemuri Indri Indri – meglio conosciuti come lemuri “cantanti” – organizzato da Pal of the Earth (www.friendoftheearth.org) dell’Organizzazione mondiale della sostenibilità (Wso), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino e Gerp (Groupe d’etude et de recherche sui primati) iniziata lo scorso gennaio. Obiettivo: salvaguardare e proteggere questa specie di lemuri “cantanti” attraverso il monitoraggio della popolazione di Indri, il ripristino dell’habitat e l’inclusione della comunità locale.

L’Indri Indri, cantante lemure

l‘Indri ILed, è il lemure più grande tra le foreste del Madagascar e, quindi, del mondo. La sua caratteristica principale è il canto. Per comunicare, infatti, usa un brano con sequenze che possono durare fino a tre minuti. Ciò che lo rende così speciale è il ritmo: ilIndri è l’unico lemure in grado di comporre sequenze sonore ritmiche, con duetti e cori armonizzati.

Questi animali hanno un folto mantello nero con macchie bianche, numerous tra loro, un muso da volpe e grandi occhi verdi. In tutto il Madagascar sono circa 5mila Indrima la distruzione del loro habitat naturale insieme alla caccia e al cambiamento climatico significa che ilIndri è uno dei lemuri più a rischio di estinzione al mondo.

Il progetto di conservazione dei lemuri a Maromizaha

Il progetto studia 12 gruppi familiari Maromizaha attraverso indagini sul comportamento spaziale e sui segnali acustici passivi che non utilizzano tecnologie invasive per l’animale. Quattro information svolgono ogni giorno il monitoraggio, raccogliendo dati sul loro comportamento e sui loro movimenti; i lemuri sono identificati dai segni caratteristici del loro mantello. Inoltre è in corso il monitoraggio tramite appositi registratori sonori che vengono posizionati in punti strategici sugli alberi e spostati ogni tre settimane.

Un’altra attività riguarda il ripristino dell’habitat, attraverso la gestione di vari vivai di bambù e altre piante endemiche, e il supporto della popolazione locale nel ripristino ecologico di specifiche aree degradate della foresta.

I rischi che corrono i lemuri

C’period una volta Indri erano in parte protetti dalla caccia grazie ai “fadys” locali, cioè i tabù tradizionali, che vietano di mangiarne la carne. Oggi, però, due fattori stanno causando un aumento insostenibile della caccia Indri: da un lato la minore convinzione dei malgasci nei tabù, dall’altro l’aumento degli immigrati che non seguono le tradizioni locali.

Ma la più grande minaccia è la scomparsa dell’habitat naturale a causa della deforestazione. Il degrado della foresta di Maromizaha è dovuto principalmente alla pratica dell’agricoltura taglia e brucia (“tavy” nella lingua locale). Rilevante è anche l’impatto dell’immigrazione, che tende a convertire la foresta in terreno agricolo e caccia illegale; anche la deforestazione selettiva e l’estrazione del carbone contribuiscono al pericolo di estinzione dei lemuri cantanti.

L’Indri è anche un animale che non sopravvive in cattività, nei parchi zoologici, quindi deve essere necessariamente protetto nel suo habitat naturale.

Azioni per proteggere questa specie

Per ovviare a questi problemi è necessario avviare una serie di azioni per proteggerli, che vanno dalla gestione forestale locale, all’espansione dell’habitat naturale, al monitoraggio della popolazione Indri attraverso tecnologie acustiche passive.

PATRIZIA PERTUSO

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