I terribili adolescenti Popovici-McIntosh Miressi devono rimandare i sogni – Sport

di Gianmario Bonzi

“E le stelle brillavano”. Stranieri, principalmente. La quinta giornata di gare di nuoto in corsia alla Duna Area di Budapest è forse la meno frizzante di sempre, anche in chiave italiana, ma lancia ufficialmente in orbita il talento cristallino dei terribili e sfacciati teenager David Popovici e Summer time McIntosh, 32 anni in due (17 il rumeno, 15 il canadese medaglia d’oro nei 200 farfalla con il file mondiale juniores dopo l’argento nei 400 sl), grandi nuovi nomi del nuoto mondiale insieme al 20enne transalpino Leon Marchand (anche primo nei 200 miscuglio dopo 400).

Nel frattempo, però, diamo un’occhiata all’Italia in casa. Alessandro Miressi, lontano dalla forma migliore che si spera possa recuperare per l’Europeo di casa a Roma (11-21 agosto), chiude la prima finale iridata della sua carriera nei 100 stile libero alla 19a edizione dei Mondiali in ottava e ultimo posto . Carattere e determinazione non bastano per nuotare meglio di un deludente 48″31, lontano dai 47″89 delle semifinali e soprattutto dai 47″45 con cui detiene il file italiano, stabilito proprio qui, ma nel 2021, a i Campionati Europei.

“Sto cercando in tutti i modi di cambiare marcia, ma non ci riesco; ho provato a stare in gruppo, a tenere gli altri, ma negli ultimi 15 metri non ne avevo”, racconta il torinese . Il successo arriva al già citato David Popovici, che ha vinto anche nei 200 sl, in 47″58. Il nuotatore rumeno, a 17 anni e 280 giorni, diventa il secondo campione più giovane della corsa regina dopo l’americano Andy Coan, che vinse a Cali ’75, a 17 anni e 145 giorni. Popovici, che ricorda la leggerezza di Alexander Popov e la penetrabilità di Pieter van den Hoogenband, precede il francese Maxime Grousset, secondo in 47″64, e il canadese Joshua Liendo Edwards, terzo in 47″71. Domani, approfittando dell’assenza di Dressel, ritiratosi dal Mondiale per misteriosi problemi di salute (nessuna questione legata al Covid), proverà anche a prendere i 50 stile libero, per un’impresa che non avrebbe precedenti nella storia del nuoto mondiale, femminile compreso.

Nell’ultimo atto delle 200 femmine di oggi ritroveremo, seppur delusa dalla cronometro della sua semifinale, Francesca Fangio. Dopo la semifinale olimpica, la livornese si aggiudica anche l’ultimo atto mondiale con l’ottavo tempo in 2’25″09 e tre centesimi di margine dalla prima delle escluse, la svedese Sophie Hansson, campionessa europea dei 100 e multipli medaglia nel corso breve. Oggi sarà quasi sicuramente un’altra giornata interlocutoria per l’Italia, che però guarda al gran finale tra venerdì e sabato, con ancora enormi possibilità per Quadarella (800sl), Paltrinieri (1500sl), Panziera (200 rana), su tutti Pilato (50 rana) e Ceccon (50 dorso), oltre al misto 4×100 uomini.

In sincronia, momenti di paura ieri durante la finale del singolo libero. Al termine del suo esercizio, l’americana Anita Alvarez si è ammalata, è svenuta ed è rimasta sott’acqua per diversi secondi. Period l’allenatore degli Stati Uniti che si è tuffato, l’ha salvata e l’ha portata a bordo piscina. Alvarez si riprese poco dopo con sollievo di tutti.

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