Il maiale di Monaldo può stare in cortile, per il TAR è un animale domestico come un cane

IL maiali sono di nuovo al centro di cronache e polemicheanche perché sono sempre più popolari come animali domestici. Tuttavia, non tutti sono abituati a vederli nei cortili, nei giardini e nelle case ma per il TAR Pescara non c’è assolutamente niente di sbagliato in questo. Period scoppiata la polemica tra il Comune di Montesilvanonel pescarese, e un residente che ospita nel cortile di sua proprietà Monaldoun maiale vietnamita.

Sindaco Ottavio De Martini aveva ordinato”l’evacuazione del maiale vietnamita di circa 100 kg dal cortile sottostante il condominio con suo trasferimento entro 30 giorni, al superb di rimuovere lo stato di pericolo igienico-sanitario e una migliore tutela dell’igiene pubblica e privata». Ma per i giudici del TAR vale l’ordinanza del Comune “Illegittimo” e quindi è stato cancellato.

Monaldo potrà quindi continuare a vivere con il suo umanoanche perché la sentenza recita: «Monaldo, come animale da compagnia assegnato pet terapiapuò vivere anche in una casa civile, poiché la sua gestione non è molto diversa da quella di un cane. Inoltre, advert evidenziare il deficit istruttorio, c’è la circostanza del peso dell’animale stimato in 100 chili mentre il peso del suino maschio vietnamita raggiunge un massimo di 43 chili».

Patrizia SilvestriIl compagno di compagnia di Monaldo, può quindi sparare un sospiro di sollievo e continuare a vivere insieme a Mondalo che, tra l’altro, è anche microchippato e iscritto all’anagrafe canina. Inoltre, a sostegno delle richieste della donna, c’è anche una relazione presentata dal dipartimento di Prevenzione dell’ASL Pescara sulle condizioni igieniche in cui vive l’animale. Il rapporto recita: «non si sono notati odori fastidiosi e basta le condizioni igieniche erano buonené erano stati rilevati liquami sversati a terra che, anzi, venivano regolarmente rimossi con segatura».

Questa ennesima storia con il centro un maiale domesticoriecheggia le vicissitudini che il rifugio per maiali e cinghiali sta vivendo da settimane la Sfattoria degli Ultimi. L’Asl di Roma vorrebbe impedire che gli animali vengano uccisi (non destinati alla produzione animale) per prevenire la diffusione della peste suina africana, ma ovviamente chi convive da anni con loro è assolutamente contrario.

Vi raccontiamo giorno dopo giorno le proteste, la sensibilità, le tensioni, la solidarietà e mobilitazione di massa che sta coinvolgendo il rifugio direttamente insieme alle donne e agli uomini che da tempo si prendono cura di questi animali e così through rifiutano categoricamente essere ucciso. Sia questa vicenda che quella della Monaldo evidenziano però la totale assenza di regolamento per la convivenza con questi animaliconsiderati dallo Stato esclusivamente per la produzione di carne, che da tempo ormai convivono anche fianco a fianco nelle case e nei giardini di molte persone.

Al momento non c’è modo di registrare chiaramente i suini come animali domesticiseparandoli così da quelli destinati alla filiera agroalimentare, per questo, sia alla Sfattoria che nel caso di Monaldo, si corre ai ripari utilizzando microchip per cani e gatti. La questione va affrontata e regolamentata istituzionalmente quanto prima, per riconoscere sia lo stato affettivo che il valore relazionale di questi animali e separarli una volta per tutte da quelli allevato per il cibo.

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