Il Parlamento approva la lista “amichevole” degli allevatori

Approvato dal Parlamento Europeo il nuovo regolamento contenente l’elenco degli antibiotici da riservare solo all’uomo, vietandone l’uso per gli animali. L’elenco è stato compilato sulla base delle indicazioni della Commissione, dopo che diversi pareri scientifici hanno individuato un nesso tra la resistenza agli antibiotici, che ora mette in difficoltà gli operatori sanitari e risulta inefficace, con l’abuso di antibiotici negli allevamenti.

La decisione suscitò amarezza tra i deputati che si collocano a sinistra e quegli ecologisti (S&D, Sinistra e Verdi), che all’epoca avevano presentato opposizione, per bloccare il regolamento, chiedendo il divieto di una lista più ampia di antibiotici nella zootecnia, così come per gli animali domestici. Tuttavia, ha vinto una maggioranza prevalentemente conservatrice, che ha sostenuto la proposta dell’esecutivo dell’UE. “Questa è una perdita per la salute umana e animale, a favore degli interessi commerciali. Già oggi più di 1,3 milioni di persone muoiono ogni anno per infezioni che non possono più essere curate con successo a causa della resistenza antimicrobica”, ha sottolineato il gruppo socialista in una nota.

“I germi resistenti agli antibiotici sono una minaccia crescente e riconosciuta come una cosiddetta ‘pandemia silenziosa’ dalla Commissione europea, ma solo in buoni discorsi senza conseguenze concrete nella legislazione”, ha affermato l’eurodeputato Tiemo Wölken, portavoce S&D nel comitato sanitario. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i germi resistenti agli antibiotici sono tra le prime dieci minacce alla salute globale e hanno il potenziale di uccidere 10 milioni di persone all’anno entro il 2050. Sulla base di questi dati, Bruxelles aveva lanciato nel 2017 il piano “One well being” , che mirava proprio a ridurre l’uso di antibiotici nei casi non necessari, al superb di ridurre queste forme di resistenza.

La maggioranza parlamentare, sottolineano i socialisti, ha spianato la strada all’accettazione di una “lista priva di ambizioni”, che non sarebbe in grado di arginare le gravi conseguenze per la salute. Più seriamente, sottolinea Wölken, “l’elenco non contiene un solo antimicrobico attualmente autorizzato per uso veterinario, il che è estremamente privo di ambizioni in quanto non apporta alcun cambiamento e mantiene lo established order”. Al momento della discussione sono piovute various critiche a livello europeo sulle ipotetiche restrizioni agli antibiotici, in particolare da parte dei veterinari che curano cani e gatti, in molte famiglie assimilate alle persone.

Anche l’Associazione Italiana Medici Veterinari (Anmvi) si period espressa contro le restrizioni. “Gli animali rischiano di essere privati ​​delle terapie salvavita”, hanno scritto in una nota. Dal canto suo, la Lega esulta per questo risultato. “Grazie al nostro impegno siamo stati in grado di respingere questa proposta. Il principio è giusto, lo ribadiamo, ma limitare l’uso degli antimicrobici in generale non può trasformarsi in misure che mettono in pericolo la salute e il benessere degli animali”, ha affermato. l’eurodeputata veneta Rosanna Conte, proseguendo: “tanto più considerato che la proposta della sinistra avrebbe riguardato anche gli animali da compagnia, come cani e gatti, che non sono destinati al consumo alimentare e quindi non rappresentano un rischio per l’uomo”.

Per gli animali da allevamento, sottolinea in un comunicato l’eletto leghista, “nel settore zootecnico vige un perentorio rispetto dei tempi di somministrazione nei termini stabiliti dalla legge, affinché gli eventuali antimicrobici utilizzati, siano smaltiti dall’ente dell’animale prima del consumo da parte dell’uomo. La possibile assimilazione, ci cube la scienza, è in questi casi molto remota”.

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