In bicicletta a Cortina: bellezza senza confini

Qualunque cosa dica Alan, la mia guida, lo faccio. «Resta dietro di me», ripete, «Sei qui?» Cube, voltandosi di tanto in tanto a guardare, e io rispondo docile e obbediente come non credo di essere mai stata in vita mia. Siamo saliti in vetta al mondo delle Dolomiti più belle con le nostre biciclette elettriche. Partendo da Cortina con la funivia del Faloria in pochi minuti siamo a 2.131 metri del rifugio Faloria. Diamo un’occhiata all’ampiezza della Valle d’Ampezzo, che rende Cortina diversa da tutte. Non è la campagna, non è il glamour, gli lodge di lusso o le Maserati che ruggiscono per strada, né i bar, i ristoranti, le passeggiate per le vie del centro. Questa è la cornice elegante di un luogo divenne famoso per la sua indiscutibile bellezza, per la grande vallata disegnata dalle cime più belle, il Cristallo, le Tofane, il Sorapiss. I nomi delle vette che portarono qui i primi turisti inglesi, che trasformarono questo paese di montagna – fatto di fatica, agricoltura, coltivazioni, sempre troppo poco abbondanti in quota – una meta turistica, anzi una meta stylish. Passando alle Olimpiadi del 1956 ea quelle del 2026, che stanno reinventando ancora una volta la città. Questa volta, speriamo e confermiamo, in modo sostenibile.

Torniamo in montagna: da Faloria, dall’altra parte della valle, guardiamo dritti alla maestosità delle Tofane. Sembra impossibile ma è lì che andremo, facendo un tour advert anello tremendous panoramico, una pista ciclabile con pochissime salite (ci pensano gli impianti di risalita) e permette di “circumnavigare” l’intera vallata ampezzana in una giornata. Da qui si scende nuovamente a valle lungo un sentiero di sassi bianchi fino al Rio Gere per poi risalire in seggiovia fino al Son Forca, ai piedi del Cristallo. Le bici sono sempre con noi, in funivia, agganciate alle seggiovie e sono perfette per un’avventura simile: sulle poche salite – per chi vuole – si usa il motore delle e-bike, mentre per le discese, beh, devi imparare a farli e io di certo non sto leggendo…

E qui torniamo advert Alan, la mia guida, e ai suoi consigli: stai in bicicletta con i pedali paralleli, vai piano e freni poco, di certo non inchiodi le ruote, la cosa peggiore al mondo da fare, cube Alan. All’inizio non è immediato, ma gradualmente diventa più spontaneo, e sempre più divertente. A superb giornata, dopo un sontuoso pranzo al Rifugio ospitaleritroviamo in cima alle Tofane con la pista Druscié davanti a noi per scendere. Lo facciamo in bicicletta, sfrecciando sulle verdi pendici dei prati, una delle cose più belle ed emozionanti che abbia mai fatto. È un po’ come il brivido della velocità sulla neve, ma più bucolico, velocissimo sui prati soffici con le cime davanti agli occhi.

Discesa per tutti (tutti, anche noi)

Il giorno dopo il bar si alza con discesa nel nuovo Cortina Bike Park Dolomiti, nella zona di Socrepes e nella Tofana. Cambiamo bici – le bici di oggi sono bici da enduro high di gamma – e indossiamo tutte le protezioni necessarie, dal casco alle ginocchiere e gomitiere al corpetto. È divertente pensare che una di quelle cose che quando le vedi fare dagli altri pensi che siano pazze, ora lo stai facendo anche tu. Non piacciono chiaramente, ma prendere la by way of più facile mi sembra un grande successo personale: curve, ponti, paraboliche in mezzo al bosco. Lo faccio a bassissima velocità, senza forze centrifughe e senza salti, se non qualche cauto sobbalzo, ma quando arrivo in fondo salgo con la seggiovia per rifarlo subito, mentre altri – più coraggiosi – sono in marcia il Krampusil percorso di 3 km in parte lungo la pista Olimpia e in mezzo al bosco che parte dal rifugio Duca d’Aosta a 2.100 metri e arriva a Piè Tofana.

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