Inexperienced Pea è quel puntino verde che unisce bellezza e sostenibilità

Se tutto va come Francesco Farinetti immagina, con quella vena di pragmatica sognatrice ereditata dal padre Oscar, ci incontreremo presto per strada, al supermercato, al ristorante o allo stadio e ci scambieremo uno sguardo di compiaciuta comprensione notando il puntino verde che adornerà le maglie, scarpe, cinture, cellulari, persino le chiavi della macchina.

Sarà il simbolo della sostenibilità di ciò che indosseremo o utilizzeremo, il “pisello verde” che fa riferimento a Inexperienced Pea, 15mila metri quadrati dislocati su cinque piani nel quartiere Lingotto di Torino.
“Con Eataly ci prendiamo cura di ciò che mettiamo nel nostro corpo – spiega Farinetti – seguendo la filosofia “buona, pulita e giusta” di Carlo Petrini e Gradual Meals. Con Inexperienced Pea aggiungiamo anche il concetto di “duraturo e rispettoso dell’ambiente”. Cosa significa? Che ogni dettaglio, ogni prodotto, ogni azione qui svolta tenda alla massima sostenibilità possibile: l’edificio, ricoperto dal bosco di alberi recuperati da due boschi rasi al suolo dai temporali causati dai cambiamenti climatici, è alimentato da pozzi geotermici, fotovoltaici pannelli solari e solari, eolici e anche con l’energia cinetica dei passi di chi semplicemente cammina. I produttori che collaborano con noi in 66 punti vendita vendono oggetti di ogni genere, dalle automobili alle cucine, dai cellulari all’abbigliamento, che sono stati prodotti con la massima attenzione possibile all’ambiente, progettati per durare a lungo e che, avendo giungono a high quality vita, possono essere riutilizzati o riciclati”.
Ma non solo, perché c’è un altro elemento fondamentale di Inexperienced Pea: “La “bellezza” – chiarisce l’amministratore delegato – non è un caso che uno dei nostri slogan sia “dal dovere alla bellezza”, ovvero passare dal dovere alla rispettare l’ambiente, che tutti abbiamo, con il piacere di portare la qualità del verde ad un pubblico più ampio possibile, con offerte per tutte le tasche”.
Così tutti i prodotti che escono dal grande edificio, eletto per il 2022 da una rivista specializzata come i più belli e sostenibili del mondo, sono contrassegnati da un puntino verde, che racchiude tutta la filosofia che parte da Torino per conquistare altri importanti mercati in tutto il mondo, come il fratello maggiore Eataly: «Le sfide non hanno mai spaventato me, mio ​​padre e i miei fratelli – racconta Farinetti – quindi negli anni duri della pandemia abbiamo rifiutato le offerte per aprire il primo Inexperienced Pea altrove, in particolare in Dubai.Torino non è solo la nostra “casa”, ma una delle città con il maggior numero di brevetti in Europa e con una lunghissima storia di invenzioni, dai grissini alla nitroglicerina, dagli mp3 alle bottiglie d’acqua.Quindi questa nostra impresa potrebbe iniziare solo da qui.Ovviamente l’orizzonte è arrivare in tutto il mondo, non tanto con i nostri negozi, ma con le nostre idee”.
Per questo, per intenderci, all’ingresso del centro commerciale si incrocia un museo? “Assolutamente sì – risponde l’amministratore delegato – vogliamo che sia quasi un passaggio obbligato per essere consapevoli del luogo in cui si sta entrando, per conoscerlo e anche per capire quanti piccoli gesti quotidiani siano molto importanti. Quindi, accanto alla spiegazione di come recuperiamo l’acqua piovana che cade sul nostro parcheggio, abbiamo messo un wc, per invitare tutti a riflettere anche su un semplice gesto come lo sciacquone: ogni volta vanno by way of dieci litri, quindi basta fallo quando ne hai davvero bisogno”.
C’è il rischio che la sostenibilità diventi ciò che il biologico period qualche anno fa: quasi una moda passeggera, da pagare a caro prezzo? “No – risponde Farinetti – prima di tutto perché abbiamo prodotti alla portata di tutti e poi perché presto, grazie soprattutto ai nostri figli, questi concetti saranno un patrimonio condiviso. Anche dal punto di vista imprenditoriale, la sostenibilità economica non può più essere svincolata dalla sostenibilità ambientale e viceversa. Per fare il bene del pianeta, cioè di tutti noi, o smettiamo di produrre e vendere o lo facciamo nel rispetto della natura, orientando così anche le scelte dei consumatori. Senza negarci bellezza e piacere: non è un caso che il nostro quinto piano, con piscina e spa, sia dedicato all’ozio creativo”.

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L’INTERVISTA A FRANCESCO FARINETTI

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