L’orso Juan Carrito ruba il miele, ma gli apicoltori abruzzesi sono contenti e danno una lezione importante al Trentino

Juan Carrito fa parlare di sé, probabilmente facendo un’incursione nelle proprietà di alcuni apicoltori, ma la loro reazione ci insegna molto sull’importanza di imparare a convivere con i grandi predatori del nostro paese

Juan Carrito sembra aver colpito ancora, questa volta facendo una bella festa di miele. Non molto tempo fa, infatti, alcuni apicoltori abruzzesi hanno ricevuto una visita inaspettata nel cuore della notte. Al sorgere del sole, alcuni alveari si erano rovesciati sul loro terreno, tutt’intorno alle orme di un plantigrado.

È successo nei pressi di Rivisondoli, la zona frequentata dall’ormai famosissimo Juan Carrito, l’orso marsicano più noto del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Che l’abbia fatto è molto probabile e gli apicoltori ne sono contenti, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare. In realtà, non period colpa dell’orso. Gli apicoltori hanno spiegato nel loro put up su Fb che la rete elettrificata, a protezione degli alveari, period rotta.

Siamo consapevoli e felici di dover convivere con questo animale che fa parte di questo territorio tanto quanto lo siamo noi, sottolinea l’Apicoltura Colle Salera rispondendo advert alcuni commenti.

Ancora una volta l’Abruzzo dà una lezione al Trentino, una regione che non ha ancora imparato a convivere serenamente con gli orsi. Nemmeno due settimane fa l’orso F43 è morto durante le operazioni di sostituzione del radiocollare.

Al di là del danno, gli apicoltori abruzzesi considerano un privilegio il passaggio di Juan Carrito, “il nostro miglior suggestions” scrivono sui social. Anche l’associazione Salviamo l’orso si è complimentata con l’Apicoltura di Colle Salera per la loro tolleranza e pazienza.

Fonte: Apicoltura Colle Salera / Fb

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