L’property dei trionfi pugliesi nello sport, ma che fatica! Sulle strutture passi indietro. Le schede e i casi spinosi

Strutture fatiscenti o completamente assenti, impianti spesso lontani molti chilometri dai luoghi di residenza degli atleti, e l’alta probabilità ritrovarsi con strutture sportive non adeguate alla pratica agonistica dei diversamente abili. Ecco, dunque, disegnata la geografia dello sport in Puglia, con le province ancora troppo lontane dalla parte alta della classifica, dominata dalle città del nord con Trento, Bolzano e Trieste che anticipano le altre 104 province d’Italia.

La classifica de IlSole24Ore

Advert elaborare la graduatoria sulla base dei dati Pts è Il Sole24Ore. Ben 32 indicatori presi in esame e suddivisi in quattro categorie: strutture sportive, sport di squadra, sport individuali e sport e società. Le prestazioni agonistiche a livello individuale del 2021 costituiscono una delle basi della classifica proprio mentre si sta per concludere un’altra property ricca di soddisfazioni sportive per l’Italia. È il caso dei campionati europei: quelli di atletica, a Monaco di Baviera, e, soprattutto, quelli di nuoto a Roma, dove gli atleti e le atlete azzurre hanno totalizzato un numero di successi forse irripetibile si evidenzia nel Pts. Risultati che, ai fini dell’Indice, verranno rilevati solo nell’edizione del prossimo anno. Lo stesso dicasi per il primato appena conquistato dalla Nazionale di Volley di Fefè De Giorgi ai Mondiali di volley 2022.

La Puglia in basso

Eppure per leggere il nome della prima provincia pugliese in classifica è il caso di Bari è necessario scorrere l’elenco fino al 59esimo posto; seguono Brindisi (61esima), Lecce (72esima), Taranto (87esima), Barletta-Andria-Trani (94esima). Infine Foggia, fanalino di coda, al 99esimo posto.
Dal calcio al basket, dal volley al ciclismo passando per l’atletica leggera, il nuoto, il tennis, gli sport invernali, i motori e gli sport paralimpici: stando ai dati dell’Indice di sportività 2022, la Puglia è una regione decisamente più attrezzata per gli sport di squadra, a scapito di quelli individuali. In questo caso a primeggiare è la provincia di Brindisi che, forte del suo 32esimo posto, anticipa nell’ordine ordine Bari, Lecce, Bat, Taranto e Foggia, inchiodata all’89esima posizione.

Carenze sullo sport femminile

Sul fronte delle strutture sportive, ancora, a meritare un approfondimento è il capitolo degli sport femminili, ancora oggi carenti di spazi e strutture in tutte la regione. E anche in relazione al numero dei tesseramenti advert associazioni o squadre, le atlete e giocatrici non sembrano essere distribuite equamente su tutto il territorio rispetto agli sportivi di sesso maschile. Se ancora una volta è Bari la prima provincia in Puglia (66esimo posto), appaiate seguono Lecce (85), Bat (86) e Foggia (87); Maglie nera invece per Brindisi (102) e Taranto (103).
Bene il volley, disciplina che negli ultimi anni anche grazie a una notevole esposizione mediatica e sulle piattaforme di streaming, ha accresciuto l’interesse del pubblico incrementando e favorendo l’enchantment della pallavolo. A incidere senza dubbio anche gli ultimi due successi, nel giro di un anno, della nazionale italiana di pallavolo maschile allenata dal salentino De Giorgi che proietta Lecce al 26esimo posto staccando Bari (43), Taranto (45), Bat (67), Foggia (89) e Brindisi (91).
E ancora, anche in relazione all’attrattività degli eventi sportivi nazionali ed internazionali, dalla Puglia ci si aspetta molto di più. Lo dicono i numeri della classifica. Non bastano certo manifestazioni come i tuffi acrobatici oramai appuntamento fisso del cartellone agonistico come il Crimson Bull Cliff Diving che si tengono ogni anno a Polignano a Mare o la tappa leccese del circuito mondiale di seashore volley: appare ormai non più rimandabile la necessità di elaborare una strategia che sia in grado di riqualificare strutture, impianti ed edifici sportivi per attrarre competizioni prestigiose.
Tendenza negativa anche nella sezione sport e bambini. In molte regioni del Mezzogiorno ci sono sempre meno palestre scolastiche e meno bimbi che fanno sport: la carenza di luoghi dove fare attività è, infatti, solo uno dei tanti motivi per cui non si pratica sport nell’infanzia. A confermarlo è ancora l’Indice di sportività 2022 con la regione che piazza le sue province troppo lontano dal podio: Bari provincia ideale (61esima) con Bat (65), Lecce (71), Brindisi (73), Taranto (77), Foggia (91).
Dal confronto rispetto alla classifica dello scorso anno, infine, si rileva come l’unica provincia a registrare un progresso sia stata la provincia di Lecce che dalla 79esima posizione nel 2021 balza al 72esimo posto del 2022. Peggiorano, invece, tutte le altre advert eccezione di Taranto e Barletta-Andria-Trani che conservano le stesse posizioni: 87esima la prima e 94esima la seconda.

I casi spinosi in Puglia: le schede

LO STADIO DI MATINO

Lo stadio Through del Mare di Matino è uno degli impianti, a oggi, non agibili e story dinamica, già lo scorso anno, costrinse la Virtus Matino a disputare l’intero campionato di serie D in trasferta, talvolta perfino all’Heffort di Parabita e senza l’apporto del pubblico amico in quanto trattavasi di una struttura che non poteva ospitare gente sugli spalti. Una situazione che generò parecchie polemiche, tanto da costringere la presidentessa Cristina Costantino a minacciare, a più riprese, di consegnare il titolo nelle mani dell’amministrazione comunale.
Ciò è avvenuto ufficialmente nei mesi scorsi, ma la mancanza di un gruppo imprenditoriale solido che potesse dare continuità al calcio matinese ha indotto la proprietà a raccogliere le forze e a proseguire nell’avventura, seppur in Eccellenza.
Un passaggio significativo, nel comunicato che il membership salentino ha redatto, si rispecchia proprio nel trafiletto dedicato allo stadio: «I lavori allo stadio vanno avanti e si spera di tornare presto nella propria casa per poter disputare allenamenti e partite di fronte al proprio pubblico ed ai propri ultras». Al momento, però, la casa dei biancazzurri è il Basurto di Racale. (di Vito Di Noi)

LA PISTA D’ATLETICA A BRINDISI

Nel Brindisino, gli sportivi e gli appassionati di atletica leggera potrebbero presto avere un territorio con various nuove opportunità per poter praticare la propria disciplina. A tracciare il quadro è Giacomo Leone, maratoneta francavillese che nel 1996 vinse a New York e che ora guida proprio la Federazione pugliese, dicendo che sarebbe «ampiamente soddisfatto» se si arrivasse a creare una serie di infrastrutture «nei prossimi 18-24 mesi». In questo lasso di tempo potrebbero essere implementate delle infrastrutture nel territorio provinciale, a partire da Brindisi dove per l’impianto intitolato a Lucio Montanile «il Comune ha ottenuto il finanziamento attraverso il Pnrr che permetterà la ristrutturazione completa dell’impianto». A Oria «è stata già indetta la gara d’appalto ed hanno proceduto all’affidamento dei lavori all’azienda vincitrice per la ristrutturazione del campo sportivo della città con annessa pista di atletica leggera». Un progetto che prevede la posa di un terreno in sintetico ma anche «attorno un anello da sei corsie per tutte le altre specialità, come advert esempio il getto del peso, salto in alto, salto con l’asta, siepi e altro». Su Mesagne, Leone parla di un’interlocuzione con il sindaco Toni Matarrelli per la sottoscrizione «di un mutuo con un credito sportivo per realizzare ex novo un campo di atletica leggera nella città». 

LA PISCINA A TARANTO

C’è una star che ci invidia tutto il mondo, una giovane star del nuoto che però per allenarsi ha dovuto macinare chilometri in macchina o adattare le proprie esigenze alle strutture esistenti. Già, l’anomalia del fenomeno Benedetta Pilato è proprio questo: a Taranto, nella sua città natale, non esiste una piscina olimpionica.
Lei allora si è allenata inizialmente a Pulsano, a 16 chilometri da Taranto, e poi tra Bari e lo stesso capoluogo jonico in attesa di una novità più o meno imminente. Una piscina olimpionica di 50 metri sarà realizzata in occasione dei Giochi del Mediterraneo del 2026 che si terranno in città. La macchina organizzativa dei Giochi del Mediterraneo del 2026 è già al lavoro sul masterplan per la realizzazione dei due progetti principali – piscina olimpionica appunto e centro nautico – e l’adeguamento degli oltre 40 impianti sportivi a Taranto e nelle altre 20 città coinvolte fra cui Lecce e Brindisi.
E allora entro il 2026 Benny avrà una piscina olimpionica coperta: si stima di completare la progettazione degli impianti entro il secondo semestre di quest’anno e di partire coi cantieri nel 2023. Saranno terminati entro la wonderful del 2025, per testarli e omologarli. 

IL PALAZZETTO DI NARDO’ 

Sorgerà su una superficie di 4800 metri quadrati, di cui circa 2000 coperti il nuovo palazzetto dello sport di Nardò. Inizialmente erano previsti 800 posti a sedere, poi in corso d’opera è cambiato l’iter per la realizzazione dell’impianto di by way of Cuoco. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di ricalibrare il percorso tecnico e finanziario che porterà alla realizzazione di una struttura ampliabile al massimo sino a 1.200 spettatori. Due le novità che nel frattempo si sono concretizzate: la prima è il finanziamento di 700mila euro ottenuto dal Comune di Nardò nell’ambito del bando Sport e periferie del Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri; la seconda è stata la promozione (lo scorso anno) della Pallacanestro Andrea Pasca in A2, che impone la disponibilità di un impianto avente una capienza minima di 2mila posti. L’Amministrazione neretina ha ridisegnato la strada per il nuovo palazzetto, alzando l’asticella della sua programmazione per adeguarsi a quella di una società ambiziosa come l’Andrea Pasca del patron Carlo Durante. Che vedrà il staff guidato da coach Gennaro Di Carlo disputare ancora le partite casalinghe nel Pala San Giuseppe da Copertino di Lecce, la casa del toro anche la passata stagione dopo l’iniziale ospitalità nel PalaPentassuglia di Brindisi. (di Antonio Rodi)

LA PISCINA DI GIOIA

Una diatriba, quella tra società gestrice della piscina comunale e amministrazione di Gioia del Colle, che rischia di non far riaprire l’impianto. Un braccio di ferro che si protrae da tempo ma che pare sia arrivato al capolinea con l’arrivo di decisioni che andrebbero a penalizzare soprattutto l’utenza. L’Adriatika Nuoto, la società che gestisce appunto l’impianto, ha avanzato una proposta all’amministrazione guidata da Giovanni Mastrangelo ma quest’ultimo ha già fatto intendere che le proposte presentate non saranno accettate. Anzi il primo cittadino è in attesa di conoscere dai gestori la knowledge di riapertura dell’impianto e soprattutto il piano tariffario che intendono applicare quest’anno, piano che sarà valutato al centesimo, prima di essere approvato dall’amministrazione. I tecnici comunali sono stati incaricati di effettuare un sopralluogo alla piscina per alcune verifiche sulle caldaie. Se, come detto, il braccio di ferro porterà alla rottura totale la piscina tornerà in dotazione al Comune e questo, comunque, comporterebbe un ritardo nella riapertura, cosa che l’amministrazione Mastrangelo vorrebbe scongiurare. Ma l’Adriatika Nuoto ha risposto a muso duro a Mastrangelo additandolo di malafede. «Si è più interessati a lanciare slogan che a trovare reali soluzioni» fanno sapere dalla società gestrice. (di Alfonso Spagnulo)

LO STADIO DEL NUOTO DI BARI

Una struttura importante, che advert oggi funziona a metà, o anche meno. Parliamo dello Stadio del Nuoto di Bari, dove le due piscine, quella olimpionica esterna scoperta da 50 metri, e quella interna, coperta, da 35 metri, sono ferme da anni. I problemi delle due piscine sono diversi, e di diversa risoluzione. Quella esterna è chiusa dal 2019, da prima dell’emergenza Covid, in quanto dopo una serie di interventi che si sperava potessero bastare per risolvere i problemi, i tecnici dichiararono la struttura inagibile. Nel giugno del 2020, l’assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Galasso, parlava di almeno due anni di lavori. Nel 2022 siamo ancora fermi, e in fase di progettazione. L’ottimismo dei primi tempi si è scontrato con la burocrazia e la lentezza delle macchine amministrative. Al punto che, lo scorso ottobre, venne postata by way of social una foto che faceva vedere la natura prendere il sopravvento, e i fiori spuntare dalle crepe della vasca esterna. Per quanto riguarda la vasca interna, invece, la situazione dovrebbe essere più semplice, in quanto si parlava di infiltrazioni di acqua dal lastrico solare. Nonostante questo, però, la vasca è chiusa da più di un anno. A marzo la giunta aveva approvato il documento preliminare per la progettazione degli interventi. (di Elga Montani)

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