Montodina. Il campanile restaurato si rivela in tutta la sua bellezza

“Magnifico!”. Quindi un Montodinaguardando in alto, definiscono il Torre campanaria della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, tornata a risplendere dopo l’intervento di restauro conservativo iniziato lo scorso febbraio. In questi giorni il maestoso ponteggio è in fase di smantellamento e quanto costruito appare in tutta la sua bellezza, in attesa dell’inaugurazione ufficiale ancora da definire.

I lavori eseguiti

I lavori si sono resi necessari per sanare l’estremo deterioramento delle mura esterne, della salita interna e del campanile ‘castello’ che, croce compresa, è alto 60 metri. Tutto dal punto di vista di fermare l’usura dei materiali e per conferire usabilità e sicurezza generale alla struttura.
Attraverso l’utilizzo di materiali biocompatibili, non inquinanti, naturali e privi di impatto dal punto di vista ambientale/ecologico, sono stati presi gli opportuni accorgimenti durante le varie fasi dell’intervento consolidamenti, riadesioni E restauro delle parti mancanti. Partendo dalla sommità del campanile è stata effettuata una pulizia superficiale ed è stata eliminata la vegetazione infestante. Laddove i mattoni erano a vista, compromessi dall’umidità e dalle infiltrazioni d’acqua, sono stati effettuati limitati interventi di riparazione delle pareti compromesse. Al high quality di adottare soluzioni di finitura superficiale degli intonaci, si è valutato – con un sopralluogo delarchitetto Alessandra Chiapparinifunzionario della Soprintendenza – per riferirsi alla colorazione della facciata principale della chiesa parrocchiale.

L’orologio trovato

Durante i lavori, a grande orologio affrescato, completo e inciso in ogni sua parte, posto al di sotto di un quadrante in plastica con profili e numeri in lamiera, posizionato probabilmente negli anni ’50 quando le nove campane furono rifuse e reinstallate. Dopo un ulteriore sopralluogo da parte dell’architetto Chiapparini, si è proceduto alla pulitura e consolidamento del supporto murario da parte del restauratore professionista. Simona Soldatinominato dalla Parrocchia.
Si ricorda infine che sono state collocate le coperture in rame e la protezione delle superfici delle parti più esposte alle intemperie degli agenti atmosferici. Inoltre sono state installate reti sagomate e strutturate, in particolare per il campanile: consentono il movimento verso l’esterno delle campane e allontanano gli uccelli in corrispondenza delle aperture presenti lungo tutto il fusto della torre. Sono stati sostituiti anche i boccaporti in ferro arrugginito, che costituiscono il sigillo d’acqua nei percorsi interni di salita al campanile. È stato inoltre rinnovato l’impianto elettrico per l’allontanamento dei piccioni e sostituito il parafulmine, realizzando contestualmente un nuovo impianto di terra nelle aree verdi poste a nord della chiesa (progetto redatto dall’ing. Angelo Bolzoni).

I professionisti coinvolti

Ricordiamo che il progetto di restauro conservativo – approvato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cremona-Lodi-Mantova – è stato redatto dall’architetto Flavio Cassarino e il geometra Maurizio Longari. Per la direzione dei lavori il parroco don Emilia Luppoassistito da don Gian Battista Pagliari e con l’approvazione del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, incaricò l’architetto Magda Franzoni di Crema che ha seguito tutto con la consueta diligenza e grande professionalità, centrando nel migliore dei modi gli obiettivi prefissati. I lavori sono stati appaltati alla ‘Ditta B&G sas’ di Roberto Ghilardimentre per la sicurezza del cantiere fu affidato l’incarico al geometra Rosolino Galbignani.

Costi

La spesa preventivata ha trovato copertura per la parte preponderante grazie ai fondi CEI della8 × 1.000che sono stati integrati – tenuto conto che il progetto period già autorizzato dagli organismi di tutela-Soprintendenza – con i contributi concessi dalla Fondazione Cariplo e con risorse proprie della Parrocchia, grazie anche al generoso coinvolgimento dei Montodinesi.

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