Osteria l’Arcaden vent’anni dopo: la bellezza (ei sapori) della semplicità

“Se vieni dal nord, sarete usciti dall’autostrada Aosta-Torino a Pont Saint Martin e avrete preso per Arnad. Avrai attraversato il paese lungo la veloce strada nazionale e sarai passato sotto i due viadotti autostradali. Sotto la seconda avrete, alla vostra sinistra, ben indicata da un cartello dai colori accesi, la strada che porta all’ambasciatore Rinaldo Bertolino, ex macellaio di Arnad che oggi gestisce quella grotta della gola, il salumificio che porta il suo nome, che si vede stagliarsi sul fianco della montagna. Lì si possono acquistare il saporito lardo, il salame (da condire di più), la bontà del boudin fatto ancora con il sangue del maiale, l’irraggiungibile cinciarella bollita. Se hai continuato pochi metri lungo la strada che esce dalla valle, sempre sulla sinistra, ecco un piccolo cartello che indica la nostra meta gastronomica di questa settimana, curiosa, interessante, diversa dal solito, singolare. La strada è stretta e rialzata dai campi circostanti; andrete verso la montagna, quella montagna che sembra quasi voler proteggere la nostra destinazione: lungo la strada nazionale il progresso sta cambiando il paesaggio e i capannoni, le fabbriche, i magazzini rendono la Valle simile al malinconico resto del nostro paese. Qui, accanto alla roccia, a pochi passi dalle pendici delle cime, sembra quasi che il tempo, se non si fosse fermato, almeno abbia rallentato un po’.

E ti fermi o almeno rallentare in questa osteria che, dalla mattina alla sera, assicura una “merenda tipica”. L’antico casale si è salvato: evaluate nel residuo di verde leggermente incolto, a pochi metri dallo sterrato e dal parcheggio riservato, evidenziando le cose che lo hanno reso compatibile con la società odierna; già dall’esterno predomina il legno chiaro come una volta, i servizi igienici sono ancora quelli esterni, ma il cortile è realizzato in lastre di pietra e l’attrezzo elettrico per sollevare la carrozzina è sapientemente nascosto tra scala e corrimano. La modernità, gli accessori sacrosantamente imposti dalla legge odierna non hanno travolto tutto: resta il fascino del bel balcone in legno, delle pareti esterne, dell’angolo ancora verde della vallata, anche in questo angolo quasi pianeggiante.

All’interno avrai l’ingresso con il settore bar, pochi gradini vi condurranno nella sala da pranzo vera e propria, sotto l’altissimo soffitto a capanna con travi a vista su cui si aprono opportuni fasci di luce. Legno scuro a fare da paraspigoli, appeso al soffitto l’antico portapane, un fiore, servizio e attrezzatura nella semplicità: è il regno di un altro Bertolin, suo fratello Lorenzo, che vi presenterà il menù guidato che potrete accompagnare con qualche buona bottiglia valdostana. Si comincia con l’assortimento completo dei salumi di Rinaldo Bertolin (mocetta di manzo, metà carne locale, metà brasiliana; buon salame d’asino; gustoso lardo… abbinato a cose fatte in casa come cipolle, peperoni e acciughe, tomino con salsa verde). Segue la fetta di cotechino, il succulento abbinamento di ricotta aromatizzata e patate locali lessate con la buccia, e poi l’altro tagliere di tome, la fontina, un meraviglioso formaggio di capra). Continuiamo con un paio di zuppe: quella d’orzo e quella “della memoria”, cioè quella di castagne, con strutto, latte, riso… Si conclude con gli assaggi di tre tortini che provengono da una buona pasticceria di Arnad: il limone , lampone, ciliegie . Conto piccolo: pranzo medio da 20.000 lire l’uno più bevande in un posto da scoprire. Testato il 3-10-2001”. Così, nelle pagine stampate de La Stampa a cura di Nico Orengo, si leggeva il 20 ottobre 2001 e mi sono commosso leggendo le mie righe, ripensando ai 20 anni (20 anni !!!) è passato da quando ho mangiato qui (beh) l’ultima volta.

Cosa è cambiato in questo piccolo angolo gioiello all’ingresso della Valle d’Aosta? Rinaldo Bertolin, il primo artefice della fama mondiale del lardo di Arnad, è da tempo salito al Cielo, lasciando alla guida della sua azienda la moglie Marilena e i due figli Guido e Alexandre (quest’ultimo, oggi, è anche sindaco della cittadina). Suo fratello Lorenzo che aveva aperto questa osteria ora è in pensione e viene qui ogni tanto per un caffè. L’Arcaden è passato di mano (in buone mani) e oggi è gestito da due giovani, appassionati e professionali, fratello e sorella, lei in sala, lui in cucina con l’aiuto della madre.

Fuori, in questo angolo silenzioso nonostante la vicinanza all’autostrada, ancora una volta c’è solo il guardrail in legno e una cura perfetta per lo scampolo di verde; poi un paio di scomodi gradini per arrivarci, ingresso con bar e, infine, nella sala che vi offrirà “merende tipiche dalle 12 alle 22 no cease”.

Il codice QR e le bustine di Parmigiano Reggiano sono eredità degli anni peggiori che il mondo ha passato con il Covid, poi ecco le litanie del menù a voce (ma anche cortesia e gentilezza), tovaglie e tovaglioli di carta, piatti preparati anche con prodotti della casa come advert esempio (come 20 anni fa) l’antipasto caldo a base di un meraviglioso cotechino (uguale solo a quello della Stella Alpina di Viceno di Crodo, VB), gli assaggi di buoni formaggi di varie stagionature, la ricotta aromatizzata alle erbe, le deliziose patatette cotte con la buccia… e poi la zuppa d’orzo o di castagne, gli gnocchi fatti in casa conditi con una buona fonduta, la succulenta polenta con le fantastiche salsicce stufate. Dolci fatti in casa come bunet e panna cotta.

Conti piccolini: menù a 17,5 e 20,5 euro (più dolce e bevande); pranzo medio completo à la carte (breve) con 30/35 euro.


Arnad (Aosta), Champagnolaz 1

Osteria l’Arcaden
tel. 0125.966928 / 345.9331076

Chiuso il martedì

Valutazione della cucina: 13,5 / 20

Posizione: 2 su 5

Ambiente: 2 su 5

Servizio: 1 su 5

Cantina: 1 su 5

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