Padre Enzo Fortunato e Realacci a #Giffoni2022: “Nota la bellezza delle persone, anche quelle invisibili”

I giffoner di Influence! segnalano il problema della comunicazione che la Chiesa ha con i giovani. “Credo – cube padre Enzo Fortunato – che c’è stato un cortocircuito con i giovani. Ma è proprio nei loro confronti che papa Francesco mostra grande attenzione: cube a noi sacerdoti di lasciare le chiese, di non chiuderci dentro di esse. Dobbiamo dire alle persone che il Signore le ama, le ama, che non siamo fatte in deposito ma che ognuno è unico“.

Non dobbiamo essere “bigotti” – aggiunge padre Fortunato – abbiamo bisogno di persone che non predichino ma che siano testimoni“. Definito spesso un “francescano e influencer che indossa un abito”, padre Fortunato svela il suo segreto: “Quando devo prepararmi per una festa o nella mia serata reside in cui commento i Vangeli do esempi concreti, veri di vita“.

E la vita è anche divorzio e omosessualità: “Seguiamo l’insegnamento di papa Francesco, che è inclusivo, aperto. Tutte le persone hanno una bellezza straordinaria. Credo che dobbiamo puntare a questo, alla straordinaria bellezza che portiamo e portiamo dentroUn concetto richiamato anche in un dialogo tra Paolo VI e uno scrittore, al quale il pontefice si rivolse per chiedere consiglio per formare buoni sacerdoti, ricorda le parole dello scrittore: «Sei ossessionato dalla preparazione intellettuale, dall’etichetta, dalle formule. Forse dovresti concentrarti sulle courageous persone. Credo – cube padre Enzo Fortunato – che la bontà può salvare il mondo e la Chiesa“.

Gli fa eco Ermete Realacci, presidente di Symbola e promotore, insieme a padre Enzo Fortunato, del Manifesto di Assisi: «In un mondo un po’ disorientato, la Chiesa resta una straordinaria agenzia di senso”. Sottolinea «l’importanza dei valori, anche se diversi tra loro: anche per questo abbiamo scelto di creare un Manifesto, quello di Assisi, che parli a tutti“. C’è anche un passaggio sulle tematiche ambientali e sulla transizione ecologica. Realacci è chiaro: “Oggi perde chi non fa una scelta a tutela dell’ambiente”. Non solo: “Se non fai quella scelta, perdi il lavoro“. In breve, “il cambiamento vale anche dal punto di vista economico e chi cube di no vuole nascondere anche interessi di altra natura“.

Infine, Realacci fa appello a fondatore e direttore di Giffoni, Claudio Gubitosiin sala Blu per seguire l’incontro: “Per curare di più il tema della speranza e della positività“. Come? Proponendo ai giffoners un movie del 2012, diretto da Pablo Larraín, “No – I giorni dell’arcobaleno”. Il racconto della sconfitta del dittatore Augusto Pinochet, nel 1988, nel referendum sulla sua presidenza. Una sconfitta maturato grazie alla campagna pubblicitaria promossa dall’opposizione che puntava tutto alla gioia possibile in Cile”.Propongo a Giffoni di proiettare questo movie per mostrare come il cinema può aiutare a conquistare la speranza“.

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