peste biblica o crisi climatica?

“Milioni di cavallette stanno devastando 30.000 ettari di colture in Sardegna divorando i raccolti della campagna». Questo l’allarme lanciato lo scorso 16 giugno dai rappresentanti di Coldiretti.

L’invasione delle cavallette, partita dalla piana di Ottana in provincia di Nuoro, è giunta prima a Marghine, lungo il Tirso in provincia di Sassari, poi a Ozieri e, infine, verso Sedilo in provincia di Oristano. Gli esperti della Coldiretti stimano che gli ettari di campi devastati da questi animali saranno circa cinquantamila entro poche settimane, sottolineando come il periodo sia tra i più scomodi visti gli effetti sul grano che sta producendo la guerra in Ucraina.

È stato possibile prevenire ciò a cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni in Sardegna?

Nonostante il piano di contenimento messo in atto dalla Regione a febbraio, la Sardegna è stata travolta dalla crisi. Il piano pluriennale prevede l’assegnazione di 800mila euro, di cui 500mila per il 2021, 200mila per il 2022 e 100mila per il 2023, ed è costituito da un monitoraggio approfondito per l’individuazione delle aree infestate che colma la mancanza di studi recenti negli ultimi anni, ma anche attività di studio per trovare i migliori interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno.

Knowledge la durata pluriennale del Piano, bisognerà attendere i prossimi anni per verificarne il funzionamento, anche se il fenomeno rischia di peggiorare. Gli sciami di cavallette, infatti, da tempo devastano la Sardegna e il problema potrebbe essere legato al cambiamento climatico.

Lo sviluppo delle cavallette, infatti, sembra esserci facilitato dal caldo di giugno che, con la temperatura di 1,83 gradi sopra la media, risulta essere una delle più calde degli ultimi 65 anni.

Perché l’invasione della cavalletta è chiamata “piaga biblica”?

L’invasione della cavalletta è spesso indicata con il termine “peste biblica”. Fu infatti la punizione che, secondo la Bibbia, Dio inflisse agli egiziani per non aver liberato gli ebrei dalla schiavitù. Ma perché si usavano le locuste rappresentare una delle peggiori punizioni che una divinità arrabbiata avesse lanciato contro l’umanità?

Ce ne sono diversi reperti storici che confermano come nell’antichità questi animali li portassero numerose carestie.

L’entomologo Krall in “New Methods in Locust Management” menziona come gli antichi egizi scolpirono locuste sulle tombe nel periodo 2470-2220 aC.

Altre informazioni su una piaga che devastò l’Egitto si possono trovare anche nel Libro dell’Esodo nella Bibbia ma anche nella Corano si parla di piaghe di locuste e nel IX secolo a.C autorità cinesi nominarono ufficiali anti-cavalletta per far fronte alla distruzione che questi animali portavano nei campi agricoli lì.

Aristotele studiò le cavallette e le loro abitudini riproduttive e Livio registrò una devastante pestilenza a Capua nel 203 a.C.. Livio parlò anche di come le cavallette avessero sempre epidemie dovute ai cadaveri putridi del bestiame che, senza foraggio, erano destinati a morire.

A tal proposito, in “La peste nella storia. L’impatto delle piaghe e delle epidemie nella storia dell’umanità” lo storico Mcneill racconta di una pestilenza nelle province nord-occidentali della Cina che uccise il 98% della popolazione nel 311. La peste fu attribuita proprio alle cavallette che avrebbero causato un aumento del numero di topi che una volta morti divoravano le carcasse.

Qual è la differenza tra locusta e cavalletta?

Le cavallette sono animali con adattamenti molto diversi. Si conoscono circa 12.000 specie, anche se molti scienziati pensano che ce ne siano molte di più, ma solo alcune di esse sono dannose per l’economia agricola.

È il loro che rende questi animali così pericolosi migrazioni di sciami che può contare migliaia di individui e il “polifagia”termine che indica la possibilità per un animale di nutrirsi di numerous specie di piante.

Ciò che crea più confusione sulle cavallette è il fatto che sono anche chiamate locuste, un genere particolare della famiglia degli Acrididae.

Le locuste, quindi, non sono cavallette, anche se sono parenti stretti, ed entrambi sono animali solitari. Solo in un determinato periodo dell’anno assumono il tipico comportamento migratorio a sciame per nutrirsi il più possibile e supportare la deposizione di uova molto numerose.

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