Rischio titanico, dovere di fare bene e la logica di “et et”

Caro supervisor,

mi sembra che l’orchestra del Titanic sia tornata in azione: mentre la siccità estrema si unisce advert un caldo torrido come anticipato, facendo temere scenari terrificanti, i soldi del PNRR non servono a contrastare le perdite della rete idrica che sono sempre stati stimati al 30%, ma per costruire nuovi stadi a Venezia oltre che a Firenze e Messina (per quanto ne so, magari altrove). Il tutto senza che quasi nessuno lo trovi imbarazzante, scandaloso e malvagio. Quos Deus perd vult, dementat prius.

Matteo Cherubini, Lucca

Condivido pienamente il suo allarme, gentile signor Cherubini, per lo spreco di acqua che continua advert essere la caratteristica di un Paese come il nostro, ricco a tal punto di various e preziose risorse idriche da essere considerato e salvaguardato, per troppi anni , con una leggerezza sbadata che si sta rivelando sempre più controproducente. E apprezzo lo spirito con cui costruisce la sua polemica che culmina nella massima secondo cui ‘Dio fa impazzire coloro che vuole perdere’. Eppure non credo che la follia e la cattiveria risiedano nel fornire, grazie a una linea di spesa dedicata collegata al PNR, anche fondi per la costruzione, ristrutturazione e rigenerazione di strutture dedicate allo sport. Per quanto ne so, si tratta di 700 milioni di euro per gli impianti sportivi (riferito all’assessorato allo Sport) e di 300 milioni di euro per il riordino e la messa in sicurezza delle palestre scolastiche (a carico del ministero dell’Istruzione). E questo non solo perché si calcola che ogni euro speso in attività sportiva genera fino a tre risparmi sulla spesa sanitaria. Ripeto spesso, caro lettore, che la logica di “et et“È di gran lunga preferibile a quello di”o-o“. In certi casi si possono fare entrambe le cose, anzi è necessario. Più sport e un migliore utilizzo del tesoro d’acqua del Bel Paese non sono in opposizione. C’è, insomma, non per maledire la “Titanic orchestra”, ma per far suonare in armonia tutti gli strumenti, accompagnando una grande opera convergente. In questo caso, rispetto al miliardo totale per lo sport, per i prossimi anni sono previsti quasi 4 miliardi e mezzo di investimenti per le reti idriche e l’importante è saper utilizzare al meglio ogni centesimo disponibile. Anche perché la stima del 30% delle perdite che lei cita è purtroppo in gran parte sottosviluppata, nonostante alcuni primi recuperi: Arera, l’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore, nel suo ultimo report basato sui dati del 2019 parla di una media nazionale delle perdite del 41,2% rispetto al precedente 43,7 (dati 2016). Per la cronaca, il dato peggiore è ora al Centro con il 48,5% di rifiuti, mentre tra il 2016 e il 2019 quello pesante al Sud è migliorato dal 52,3 al 47,3%. L’acqua, vero oro blu, è vita. Dovrebbe essere usato bene, anzi molto bene. E tanto più nei tempi difficili che il cambiamento climatico ci fa già vivere.

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