“Sempre uno stress check”

«Anche per chi pratica sport a livello amatoriale i controlli sono importanti». Medico Domenico Rocco, Vito Fazzi cardiochirurgo di leccese e presidente dell’associazione Assocuore Salentospiega quali precauzioni possono, se non evitare del tutto, almeno prevenire malattia fatale durante l’attività sportiva. Perché, se è vero che alcuni eventi possono essere imprevedibili, è altrettanto vero che subiscono controlli indagato prima di iniziare uno sport è l’unico modo per scoprire l’esistenza di patologie che, sotto stress, possono causare problemi.

Dottore, come si può intervenire per scoprire se uno sportivo apparentemente sano soffre effettivamente di malattie che possono portare a malattie mortali?
«Mentre nello sport agonistico ci sono protocolli medici da rispettare, chi si avvicina allo sport amatoriale o occasionale dovrebbe almeno fare un check da sforzo e un elettrocardiogramma, anche se non sono esami obbligatori. Si tratta di valutazioni da cui possono emergere segnali di allerta e che, quindi, possono destare allarme. È necessario sottoporsi a check di base minimi, che includono anche esami del sangue. Può sembrare un’esagerazione, ma non lo è: sono process che servono per stare tranquilli. Naturalmente, ogni caso deve essere analizzato in dettaglio. Quando però i decessi non avvengono sul campo, ma a distanza di ore dallo sforzo, si dovrebbe capire se ci fossero precedenti patologie forse innescate solo dall’evento sportivo».

Ci sono fattori di rischio che vengono sottovalutati e che, invece, dovrebbero essere presi in considerazione quando si determine di praticare uno sport?
«Con la nostra associazione, Assocuore Salento, fino a prima della pandemia organizzavamo, una volta all’anno, il convegno Cuoresport, dedicato all’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari e dedicato alla memoria del cardiologo Antonio Montinaro. I controlli vanno sempre effettuati, a maggior ragione se si è in età avanzata o se si è in sovrappeso, se si fuma o si soffre di ipertensione. Se ci sono malattie di base o hai una storia familiare di malattie cardiache, dovresti almeno consultare il tuo medico di famiglia prima di sottoporti a sforzi improvvisi, quindi eseguire esami del sangue ed elettrocardiogrammi. A volte basta un buon esame per scoprire qualcosa di cui non si conosceva l’esistenza. Poi, però, ci sono sempre gli eventi imponderabili, determinati da tipi di aritmie che possono essere trascurati. La cosa più spaventosa è la morte improvvisa per aritmia cardiaca, una disfunzione che può essere prevista solo con alcuni check molto più specifici. Per questo, insistiamo fortemente sulla presenza e l’uso di defibrillatori negli impianti sportivi. Sono dispositivi che possono salvare vite. Per fortuna oggi i protocolli nelle scuole calcio prevedono almeno un elettrocardiogramma di base, anche per i bambini. La situazione è abbastanza sotto controllo per chi fa sport con continuità, un po’ meno per gli sportivi occasionali».

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