Sequestrato canile abusivo Donna in difficoltà per maltrattamenti – Cronaca

Una struttura privata adibita a ricovero abusivo per cani randagi sequestrati a Ganzanigo, frazione di Medicina. La struttura è di proprietà di una donna senza precedenti, residente nella zona, che è stata denunciata per maltrattamenti.

I fatti risalgono a qualche mese fa. Una ragazza, dopo aver visto un annuncio di adozione su Web, si è recata in questa casa di medicina per adottare un cane di taglia media. Appena la ragazza ha preso in braccio il cane lo ha portato a casa con sé e 4 si è subito accorta che le condizioni dell’animale erano precarie: malnutrito e abbandonato. Il giovane, allora, animalista e preoccupato per la sorte degli altri cani rimasti in custodia dei Medicinese, ha avvertito l’associazione Cease Animal Crimes. Questi, a loro volta, hanno avvertito il sindaco locale e i carabinieri che, quindi, sono intervenuti per fare un sopralluogo per poi sequestrare la struttura e denunciare la donna.

Parla dei fatti anche la stessa associazione animalista: «La struttura sequestrata a Medicina è una delle migliaia di strutture adibite abusivamente a ricovero e pensione dove il reato di maltrattamento non è tanto il reato, ma l’esercizio del rifugio e pensione senza le prescritte autorizzazioni sanitarie, edilizie, ambientali e fiscali”.

L’associazione aggiunge: “Si procederà advert azioni legali, producendo annunci pubblici di imbarco per cani e certificati di animali ritirati dalla struttura peggio di quando sono entrati.

Abbiamo anche avvisato la Guardia di Finanza e il sindaco di Medicina affinché si accerti l’eventuale indebito guadagno. Ci rendiamo disponibili per l’eventuale collocamento di animali con l’ausilio di associazioni e volontari seri e disinteressati.

Faremo in modo che i cani vengano restituiti ai proprietari e che questa realtà non prosegua o assuma risvolti di legalità e continueremo a far capire – anche attraverso denunce – la necessità di invertire questa tendenza dannosa e di contrastare il fenomeno della allontanandosi sempre di più, ma sempre per vie corrette per il bene dell’animale stesso».

Zoe Pederzini

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