Si può vietare l’accesso alla spiaggia libera ai cani?

Interessante la sentenza del Tar Calabria: le ordinanze che limitano l’accesso degli animali negli spazi pubblici limitano gli spostamenti dei loro proprietari.

Quanti proprietari di animali hanno dovuto rinunciare a una passeggiata in riva al mare oa una giornata di sole in spiaggia perché, in quel tratto, c’period il divieto di portare i cani? Sicuramente non saranno stati pochi e, certamente, il problema deve essere sentito profondamente se è arrivato anche all’attenzione dei tribunali, che hanno risposto alla domanda di fondo: si può vietare l’accesso alla spiaggia libera ai cani?

Il pronunciamento del Tar Calabria farà felice chi ha un amico a quattro zampe: vietare a un cittadino di andare in spiaggia con il proprio cane – secondo una recente sentenza dei giudici amministrativi calabresi – viola i diritti e la libertà del proprietario di l’animale . Vediamo perché.

Cani in spiaggia: cosa cube la legge?

Advert essere onesti, non esiste una legge nazionale in Italia che imponga il è vietato portare un cane in spiaggia libera. Semmai sono gli enti locali e territoriali, ovvero Comuni, Province e Regioni, unitamente alle Autorità Portuali, a provvedere a story limitazione con apposite ordinanze.

Il divieto ha deciso localmente può interessare in tutto o in parte la spiaggia libera. Le restrizioni, però, devono essere segnalate dal parente segni che deve inoltre indicare esplicitamente l’eventuale presenza di aree di spiaggia libera dove poter trascorrere la giornata con il proprio cane. Se la numero di ordinanzail cartello è considerato illegale.

È lecito vietare l’ingresso dei cani in spiaggia?

In sintesi, non esiste una legge che vietare di portare il cane in spiaggia ma gli enti locali o territoriali possono farlo. Ed è lecito? È giusto che un comune limiti il ​​proprietario di un animale advert andare in spiaggia con la sua mascotte?

No, secondo il Tar Calabria [1]. Per il TAR l’ordinanza che impone a chi detiene un animale da compagnia il divieto di accesso alle spiagge libere è illegittimo, se non vi è alcun motivo valido per giustificare story scelta. In altre parole, gli animali non possono essere banditi “a prescindere”, ma ci deve essere una buona ragione per farlo.

Il vincolo – scrivono i giudici calabresi – è in contrasto con i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalitàin quanto vieta sempre e comunque la libera condotta dei cani nei luoghi di balneazione senza aver preventivamente valutato l’idoneità di eventuali different o, comunque, meno rigide.

Quali possono essere queste “misure different”? Advert esempio, ai cani può essere consentito l’accesso alla spiaggia libera e nel contempo obbligare il proprietario o chi li porta in riva al mare a portare una pala e una borsa per raccogliere gli escrementi dell’animale. Oppure, limitare l’accesso in determinati orari, individuare alcune aree destinate all’accesso degli animali e altre aree vietate, imporre l’obbligo della museruola o del guinzaglio o il divieto di lasciare liberi animali di taglia maggiore.

Insomma, ci sono different al divieto assoluto. Il problema, secondo il TAR, è che non permettere che il cane venga portato in una spiaggia non gestita da un privato estende automaticamente il vincolo al suo proprietario, che ne limita libertà di movimento. Una scelta definita dai giudici “irragionevole e illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata” quando, di fatto, esistono different alla chiusura totale delle spiagge agli animali che consentono, tuttavia, di assolvere al dovere di garantire decoro, igiene e sicurezza dei bagnanti.

Il Tar, tuttavia, estende questo ragionamento a stabilimenti balneari e considera sempre “irragionevole e sproporzionata” la scelta di lasciare alla libera valutazione dei proprietari la possibilità di consentire o meno l’accesso agli animali di proprietà senza alcuna indicazione dell’interesse pubblico da perseguire. Insomma, il Tar calabrese non accetta che venga imposto un divieto solo perché alcuni clienti non sopportano la presenza di un cane nello stabilimento balneare, anche se è un animale tranquillo che non dà fastidio a nessuno.

Si può proibire al cane di fare i suoi affari?

Oltre alla spiaggia libera, l’ordinanza locale o regionale can vietare di prendere un cane per fare i suoi affari per strada, sotto un portico, in un’aiuola o sul marciapiede del lungomare? Secondo il Tar Calabria, n.

Nello specifico, i giudici amministrativi ritengono illegittimo il divieto di portare un cane in uno di questi luoghi a story scopo. Ancora una volta, la corte ne parla limitazione eccessiva della libertà di movimento delle persone, in violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità. Basta costringere il proprietario dell’animale domestico (e sanzionare chiunque non lo faccia) a ritirare cucchiaio, guanto e borsa escrementi canini e di depositare il sacco negli appositi contenitori posti sulla strada. Lo stesso vale per la pipì del cane: il proprietario o il proprietario deve avere una bottiglia d’acqua per lavare il luogo in cui l’animale ha alzato la zampa.

Infine, limita la libertà di movimento – sempre secondo il TAR – il divieto di introdurre i cani nel verde pubblico, purché rispettati. Oltre al senso civico di chi porta a spasso il cane, concludono i giudici, ci vuole anche una seria ed efficace attività di controllo da parte delle autorità per sanzione chi ha torto.


Nota

[1] Tar Calabria inviato. n. 1430/2022.

Autore immagine: canva.com/

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