Sport Pageant, a Trento Cagnotto e il mito di Dibiasi: “Ho cambiato i tuffi”

Dal pioniere advert oggi tra medaglie, ricordi e aneddoti: al Pageant si racconterà Giorgio, Klaus e una lunga epopea

Un tuffo nella storia con la pluripremiata coppia Klaus Dibiasi-Giorgio Cagnotto (giovedì 22 al Pageant alle 11.30 in Sala Depero). Dal 1964 al 1980, ma anche dopo: perché Angelo Biondo resta un punto di riferimento in una disciplina che nel frattempo si period diffusa, e Cagnotto diventa allenatore della figlia Tania e allenatore della Nazionale, portando l’erede, che è diventato anche il più grande subacqueo d’Europa. Una dinastia senza fantastic. Dai pionieri ai giorni nostri, con gli ultimi azzurri che hanno continuato l’opera esaltata cinquant’anni fa da Dibiasi e Cagnotto, capaci di salire insieme sul podio ai Giochi di Monaco del 1972, agli Europei di Vienna del 1974, ma soprattutto di condividere un mondo che ha visto una coppia blu conquistare il resto del mondo.

Gemelli diversi

La loro diversità, gli aneddoti, le curiosità di una convivenza e di una città in comune Bolzano. Due campioni, due amici e un mondiale, tra i 3 ei 10 metri. Con Dibiasi capace di conquistare tre volte l’oro olimpico dalla pedana – il primo della storia – e Cagnotto che dai 3 metri riesce advert avere continuità olimpica dal trampolino. “Le immersioni all’epoca non erano specializzate come adesso, ma abbiamo sfondato, ci siamo divertiti molto, siamo andati anche ai circhi”, racconta Cagnotto. Lui torinese, trasferitosi a Bolzano, città di Dibiasi. Una volta Cagnotto disse dell’irriducibile compagno-avversario: “I tuffi prima di lui erano un’altra cosa. Klaus li ha cambiati, come i Beatles hanno cambiato la musica”. Il 6 ottobre 1947 a Solbad Corridor, Klaus apparve come un predestinato. Il padre Carlo ha intuito le qualità del figlio, appena diciassettenne, entrato in nazionale con un raduno appositamente organizzato a Bolzano per la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo. E l’epopea iniziò. Orgoglio italiano come la pallanuoto di Pizzo e Campagna, Settebello e Recco, andata in scena a Trento domenica alle 12.30 al Palazzo della Regione.

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