Tuttinvitati è l’app che va oltre i “limiti” fisici

Andando oltre il “limite” fisico scopriamo che anche accessibile è bello. Tuttinvitati è il progetto che sensibilizza, concretizza e punta advert un cambiamento strutturale.

Marta Calcagno Baldini è il giornalista che ha fatto il trauma un nuovo punto di partenza, ribaltando la medaglia del limite fisico imposto da disabilità e sottolineando cosa c’è di buono in una nuova normalità. Tutti invitati utilizza nuove risorse con l’obiettivo di non escludere nessuno.

All’origine di Tuttinvitati

Marta ha subito un grave infortunio che, dopo 1 mese di coma e 3 anni di riabilitazione, le ha lasciato un’invalidità del 42%. Da questa rinnovata normalità nasce la riflessione alla base del progetto di sensibilizzazione Tutti invitati: come invertire la rotta? Dovremmo forse cominciare a percepire la disabilità come una forma di normalità che ha diritto advert avervi accesso bellezza? E come creare un’estetica anche in difficoltà?

Un esempio virtuoso

Tutto parte dalla città di Reggio Emilia, dove una comunità sorprendentemente attiva in termini di “diritto alla bellezza” ha optato per il ridisegno architettonico delle infrastrutture. Obiettivo primario: accessibilità.

“Non è un’aggiunta alla normale architettura, è normale. È un cambio di mentalità».

Tutti invitati: sensibilizzare e portare al cambiamento

L’concept chiave è quella di creare un sito net che sia utile a chiunque abbia una disabilità di qualsiasi tipo. All’interno sarà possibile trovare informazioni e consigli sui luoghi da visitare insieme ai punti di riferimento per qualunque problema o necessità.

Il progetto Tuttinvitati comincerà con lo sviluppo di aappuna sorta di tripadvisor diaccessibilità. I locali (advert oggi 20, nella città di Milano) saranno testati da una commissione di esperti che valuterà il grado di accessibilità della struttura e del servizio ristorazione, dalle rampe agli ampi bagni, dai menù in Braille all’insonorizzazione.

Un criterio importante, da non sottovalutare: l’attenzione riservata disabilità non deve essere un’aggiunta alla “normale” struttura di un locale, deve invece esserne parte integrante, preservando la bellezza del luogo e la qualità dei servizi.

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